martedì 30 settembre 2014

Mike Evans salterà almeno le prossime due partite

Il WR Mike Evans.
Lo stiramento all'inguine rimediato dal WR rookie Mike Evans non è particolarmente grave, ma impedirà comunque al giocatore di scendere in campo per un periodo compreso tra le due e le quattro settimane.

Il ragazzo dunque non giocherà sicuramente le prossime due gare contro Saints e Ravens, dopodiché i Bucs riposeranno per il "bye" e quindi si spera di poterlo recuperare per il match casalingo contro i Minnesota Vikings in calendario il 26 ottobre.

Ecco le parole di Smith a proposito del KO rimediato da Evans, tratte dal Tampa Bay Times:
"Mike Evans played well, made big plays," coach Lovie Smith said Monday. "But losing him in that period of the game didn't help our cast any at all, either."

Così Lovie Smith a proposito dell'altro infortunato  di giornata, Dashon Goldson, le cui condizioni di salute non sono state ancora del tutto chiarite:
"Injuries. You're never excited about injuries," Smith said. "Dashon Goldson going down early on made us adjust a little bit with him. We'll have to — we don't know exactly — he's day to day. We don't know how long it will take for him to get back."

lunedì 29 settembre 2014

I Bucs che non ti aspetti: bravi, fortunati e vincenti

A 7'' dalla fine, il volo vincente di Vincent Jackson.
Per essere sicuro di non essermi sognato tutto quanto, oggi mi sono rivisto gli ultimi minuti del match tra Bucs e Steelers e... sì, è tutto vero, alla fine vince proprio Tampa Bay! ;-)

Scherzi a parte, non eravamo più abituati ad assaporare il dolce gusto della vittoria, a maggior ragione in rimonta e sul campo di un team molto, molto più quotato del nostro.

E' se è indubbiamente vero che gli Steelers hanno in un certo senso "agevolato" il successo dei Bucs, tra penalità sanguinose ed errori decisivi (come quel punt orribilmente calciato a un minuto dalla fine, che ha ridato il possesso ai Bucs sulla 46 yard line di Pittsburgh), è altrettanto vero che la squadra messa in campo da Lovie Smith nulla aveva in comune con il team molle ed amorfo che solamente dieci giorni prima si era fatto asfaltare dai Falcons senza opporre alcuna resistenza (Falcons che, a quanto pare, non sono poi questo fortissimo squadrone, dato che ieri le hanno prese dai non irresistibili Vikings...).

A Pittsburgh avremmo anche potuto perdere la partita, ma avremmo potuto parlare comunque della auspicata - e verificatasi - "reazione d'orgoglio". Probabile che a questo abbia contribuito anche il rientro di giocatori importanti (Doug Martin, ASJ) e del leader assoluto (Gerald McCoy, quasi commovente per come - con una mano sola - è riuscito a tenere il campo da protagonista), ma credo che dopo l'umiliazione subita ad Atlanta ci fosse da parte di giocatori e coaching staff il desiderio di cancellare una delle pagine più tristi della quarantennale storia dei Bucs e finalmente abbiamo visto quella tanto auspicata "sana cattiveria" che, unita a grinta, cuore e attributi, fa tutta la differenza del mondo in uno sport così agonisticamente estremo come il football.

Ma l'approccio mentale, per quanto importante, non è sufficiente per vincere le partite, se non è supportato anche da gesta tecniche importanti. E ieri si sono viste molte cose interessanti, da questo punto di vista. Cominciamo dalla vituperata difesa; ieri la linea - guidata da un McCoy a cui mi chiedo cosa si aspetti a far firmare il rinnovo del contratto, in scadenza tra 12 partite... - è parsa in evidente crescita rispetto alle precedenti esibizioni, molto più "reattiva" e in grado di "disturbare" Big Ben spesso e volentieri, ad esempio mettendolo a terra per ben 5 volte nel solo primo tempo. Si può e si deve ancora migliorare, però intanto si vedono progressi anche da parte di giocatori fino ad ora sempre nell'ombra (Bowers) e questo mi pare un buon segnale per il futuro.

Poi, rimanendo alla difesa, ci sono ancora tantissime cose che funzionano poco o proprio per niente, e su cui il DC dovrà lavorare ancora molto; in primis, la difesa sui passaggi. Anche ieri siamo stati massacrati dal solito TE (già Olsen alla prima giornata ci aveva distrutti, ieri ha replicato Miller), senza parlare dei disastri combinati da Antonio Brown. E' vero che parliamo di fuoriclasse, però non è possibile, ad esempio, vedere un Alterraun Verner (ma non doveva essere un mezzo fenomeno?!) bruciato sempre e comunque dal suo uomo, così come spiace che la prima scelta del 2012, la pick n.7 overall Mark Barron, svolga sempre con il diligenza il suo compitino ma senza mai o quasi mai recitare un ruolo da protagonista, facendosi troppo spesso trovare un secondo - o, se preferite, un paio di iarde - in ritardo nelle sue coperture.

Ieri per la secondaria è arrivato anche l'infortunio di Dashon Goldson a complicare le cose, certo è che Leslie Frazier deve elevare e di parecchio il rendimento del reparto di cui è responsabile; a Pittsburgh qualche miglioramento (soprattutto nella linea) si è visto, ma se domenica prossima a New Orleans la nostra secondaria giocherà ancora su questi livelli, sarà martedì grasso in anticipo per Drew Brees e soci....

E adesso veniamo all'attacco: ho rivisto con attenzione l'ultimo drive, quello vincente, e devo dire che Mike Glennon in una fase così delicata in cui il pallone pesa un quintale mi è piaciuto proprio tanto. Ha evitato il sack che poteva costarci la vittoria liberandosi al'ultimo secondo del pallone, ma evitando l'intentional grounding indirizzandolo verso Bobby Rainey (non sparacchiandolo a casaccio facendosi intercettare, alla Josh McCown...) e poi ha trovato con estrema freddezza e lucidità prima Louis Murphy e poi Vincent Jackson, pur con tutta la pressione di una difesa degli Steelers che cercava disperatamente di mettergli le mani addosso. A questo proposito, pollice su anche per la linea offensiva, che ieri  ha disputato la migliore partita dell'anno e che nei momenti cruciali ha dato a Glennon tutti i secondi di cui il pennellone aveva bisogno.

Ecco, magari se Glennon e il centro Dietrich-Smith riusciranno in futuro a evitare tutte quelle penalità per "delay of game" (ieri se non sbaglio ne hanno commesse tre, di cui due consecutive!) sarebbe anche meglio, ma per adesso non ci lamentiamo: rispetto a solo un mese fa la OL vista a Pittsburgh mi è parsa davvero tutta un'altra cosa. E fiducia anche a Mike Glennon, teniamolo in campo il "giraffone" e vediamo se questo ragazzo ha i numeri per recitare un ruolo da protagonista in NFL; che McCown questi numeri non ce li abbia mi pare sia evidente, oltre al negativo avvio di stagione lo dicono oltre dieci stagioni da professionista che l'ex QB dei Bears ha disputato da sbiadita comparsa (non ci si faccia ingannare dall'unica stagione giocata ad alto livello, please!). A McCown, il compito di supportare dalla sideline il titolare Glennon, già ieri Josh mi sembrava perfettamente calato nel ruolo di "QB coach", dato che Arroyo era - per i noti motivi - costretto a fare l'OC!

Per le corse, Doug Martin non è ovviamente ancora a pieno regime dato che rientrava ieri da un fastidioso problema al ginocchio e comunque ha portato un contributo importante alla causa, segnando un TD e andandosi a prendere un sacco di botte nel cuore della difesa avversaria. Ma parlando dell'attacco di ieri non si può non spendere qualche parola per i due rookie (ASJ e Evans) e per la batteria dei ricevitori, da Vincent Jackson a Louis Murphy passando per Russell Shepard.

Cominciamo dai rookie: intanto speriamo che l'infortunio di Evans non sia grave, il ragazzo nel dopo partita ha detto di sentirsi meglio e che il problema all'inguine non dovrebbe essere particolarmente grave; auguriamoci sia proprio così, perché il prodotto di Texas A&M ha dimostrato ieri di possedere  - alla sua quarta partita tra i PRO - numeri davvero molto interessanti. In altre parole, se Glennon gliela lancia bella alta e profonda, non mi pare sia facilissimo per il CB di turno andare a ostacolare questo lungagnone di circa due metri e grosso come un armadio... e un discorso analogo può farsi per ASJ: il TE da Washington mi piace molto, ha ottime mani abbinate a un fisico "importante" e considerato che rientrava ieri dopo essersi infortunato all'inizio dell'opener contro Carolina, direi che anche per lui si può parlare di match più che positivo.

E per chiudere, i ricevitori, protagonisti insieme a Glennon, del secondo tempo di ieri. Magari può non sorprendere che un campione affermato come Vincent Jackson afferri - in volo plastico, alla Dino Zoff! ;-) - il tutt'altro che facile pallone della vittoria, stupisce invece il partitone di Louis Murphy, appena rifirmato dai Bucs dopo essere stato tagliato alla vigilia della prima di campionato, e ieri assolutamente decisivo con le sue 6 ricezioni per 99 yards, così come importanti sono stati i due palloni ricevuti da Shepard, i primi in assoluto per lui in NFL.

Infine, un bravo anche a coach Lovie Smith, che in un momento così delicato dopo tre pesantissime batoste ha saputo mantenere unita la squadra accompagnandola verso l'uscita di quel tunnel dentro il quale i Bucs sembravano essersi persi in questo avvio di stagione.

Adesso si va a New Orleans, contro un avversario uscito malconcio dal sunday night perso nettamente a Dallas e che sarà dunque assetato di rivincita. Per cercare di rimanere in partita bisognerà, molto semplicemente (a parole), replicare quanto visto all'Heinz Field: cuore, grinta, cattiveria e....un po' di fortuna! Poi magari non si riuscirà a bissare il "miracolo", però senz'altro si uscirà dal campo a testa alta. Crederci, ragazzi, sempre e fino al'ultimo secondo!

domenica 28 settembre 2014

Miracolo a Pittsburgh, vincono i Bucs!

Il primo TD in NFL di Mike Evans
Chiedevo ieri una reazione d'orgoglio a Lovie Smith e ai suoi ragazzi, dopo il brutto avvio di campionato e l'orrenda sconfitta del Georgia Dome. 

Beh, mi hanno preso in parola, Mike Glennon e compagni...! ;-)

Espugnata Pittsburgh, con una rimonta che mai avrei creduto possibile, quando con poco più di un minuto da giocare gli Steelers erano tornati in possesso del pallone e sarebbe bastata loro la conquista di un primo down per chiudere il match.

E invece, brava la difesa di Tampa Bay a forzare Pittsburgh al punt, un punt calciato malissimo che ha consentito a Glennon di iniziare il drive finale quasi a metà campo. Prima un bel passaggio per Murphy e poi il TD segnato da Vincent Jackson a sette secondi dal termine hanno messo in ghiaccio la partita per Tampa Bay... 27-24, Bucs win!

Prima vittoria di sempre a Pittsburgh per i Buccaneers, prima vittoria per coach Lovie Smith sulla sideline di Tampa e - lasciatemelo dire - una gran bella soddisfazione per tutti i tifosi in Red and Pewter, dopo un avvio di stagione che peggiore non poteva essere.

Ma come è stata possibile questa W? 

Beh, Pittsburgh è stata, per così dire, molto "collaborativa", considerato il numero enorme di penalità commesse, molte delle quali per 15 yards. Ma va dato merito ai Bucs di averci sempre creduto, anche quando sembrava che gli Steelers avrebbero comunque portato a casa la W, considerato che dopo un buon inizio da parte di Tampa Bay non c'erano molti dubbi sul fatto che Pittsburgh avesse ben saldo il controllo del match. E invece... 

Vittoria importante anche considerando le nuove defezioni per infortunio, che stasera hanno colpito la safety Goldson e il WR Evans. Il rookie da Texas A&M stava giocando un grande match, aveva segnato il primo TD in NFL della sua promettente carriera, ma poi quello che sembra un problema muscolare lo ha messo fuorigioco; speriamo solo che non si tratti di un infortunio di lunga durata.

Questa bella quanto inaspettata W non significa che i mille problemi dei Bucs siano stati - magicamente - risolti, sia chiaro. La difesa ad esempio anche stasera ha sofferto moltissimo, nonostante i segnali di risveglio da parte soprattutto di una linea difensiva oggi più reattiva del solito. Ma le praterie che la secondaria ha lasciato ad Antonio Brown e compagni non sono state un bello spettacolo, e su questo - tanto per fare un esempio - ci sarà ancora molto da lavorare.

Ma stasera godiamocela tutta questa incredibile vittoria in rimonta e non potendoli citare tutti mi limito per adesso a fare il nome di un giocatore che stasera mi è piaciuto proprio parecchio, e cioè Mike Glennon: glaciale nell'ultimo drive, ma sveglio e reattivo per l'intero incontro, e l'intercetto è dovuto all'infortunio di Evans, non ad un suo lancio sbagliato. Ma sono tanti i giocatori che hanno contribuito alla W dell'Heinz Field, da una linea offensiva che stasera ha tenuto botta ai rookie Evans e ASJ (bella coppia, davvero molto promettente), da Doug Martin che è tornato a segnare un TD a Vincent Jackson che ha afferrato il pallone della vittoria.

Nei prossimi giorni torneremo dettagliatamente sulla prima vittoria dei Bucs 2014, stasera si fa festa: espugnata Pittsburgh, ancora faccio fatica a crederci... grazie ragazzi, missione compiuta!  

sabato 27 settembre 2014

Almeno una reazione d'orgoglio: è chiedere troppo?

Mike Glennon, QB starter dei Bucs a Pittsburgh.
Mancano ormai solamente poche ore al match tra Pittsburgh Steelers e Tampa Bay Buccaneers, in programma per la week n.4 all'Heinz Field Stadium.

Che cosa dobbiamo aspettarci dal match di domani?  

Inutile farsi troppe illusioni su quello che sarà l'esito finale della partita: ad oggi i Bucs non sono una squadra competitiva, e sperare di tornarsene in Florida con la prima W della stagione è pura utopia.

Però...

Però c'è modo e modo di perdere. Ad Atlanta, per citare l'ultima partita il cui scioccante ricordo credo sia ancora vivo in tutti i tifosi in Red and Pewter, è andato in scena uno spettacolo semplicemente indegno, e al Georgia Dome l'impressione era di assistere ad un incontro tra professionisti contro dilettanti, tale era il divario, imbarazzante, tra le squadre in campo. 

Ecco, io credo si possa - anzi si debba - accettare una sconfitta da parte di un avversario che sul terreno di gioco si è dimostrato più forte, ma non si può tollerare il fatto di vedere una squadra (i Bucs, nel caso specifico) scendere in campo rassegnata e già perdente prima del kick-off, deconcentrata da far paura, disattenta neanche si stesse giocando una banale e inutile partita di preseason, travolta dalla prima difficoltà e incapace della sia pur minima reazione...

A proposito di "reazione", mi  viene in mente la partita dell'anno scorso che Tampa Bay disputò a Seattle, in una situazione ancora peggiore di a quella attuale. All'epoca il team allenato da Schiano aveva un record di 0-7, eppure in quella circostanza i Bucs - tosti, compatti, cattivi in senso buono... - misero in seria difficoltà i futuri vincitori del Super Bowl, arrendendosi solo in overtime e avendo a lungo tenuto la testa avanti nel punteggio.

La domanda è: riusciranno i Bucs di Lovie Smith non dico a vincere - espugnare Pittsburgh mi pare decisamente oltre i confini della realtà... - ma perlomeno a perdere in maniera dignitosa, sulla falsariga, per tornare all'esempio sopra citato, di quanto accaduto a Seattle dodici mesi fa?

E' vero che la situazione attuale in casa Bucs è a dir poco precaria, abbiamo un team giovane e con poca esperienza, ci mancano giocatori importanti appiedati da infortuni più o meno gravi, e in pratica giocheremo l'intero campionato senza Offensive Coordinator. Però è proprio nei momenti di difficoltà estrema - come quello che i Bucs stanno attraversando - che bisogna reagire (mettendoci nervi, orgoglio, rabbia, cattiveria) e dimostrare che quello di Atlanta è stato e rimarrà un episodio isolato.

Quello che si vorrebbe vedere da parte di Lovie Smith e dei suoi ragazzi è proprio una reazione d'orgoglio, scendere in campo all'Heinz Field come se quella con gli Steelers nonostante il pronostico "chiuso" fosse la partita più importante del mondo, un match da vincere o morire, senza regalare agli avversari nemmeno mezza iarda, concentrati e tosti per tutti i 60 minuti.

Poi, alla fine, vinceranno gli avversari ma almeno non avremmo nulla di cui vergognarci, a differenza di quanto accaduto giovedì scorso... è chiedere troppo?

E comunque sia, GO BUCS, sempre!

giovedì 25 settembre 2014

Martin, ASJ e (forse) McCoy, tre rientri contro gli Steelers

Il TE rookie Austin Seferian-Jenkins.
A poco meno di tre giorni dalla proibitiva trasferta di Pittsburgh cerchiamo di fare il punto della situazione sui tanti infortunati illustri che in questa fase iniziale di campionato hanno riempito l'infermeria di One Buc Place.

Iniziamo dalle buone notizie: il RB Doug Martin ha dichiarato di avere recuperato al 100% dall'infortunio al ginocchio, dunque la sua presenza contro gli Steelers è praticamente certa, anche considerando i non indifferenti problemi nel trattamento di palla (e conseguenti fumble) da parte di Bobby Rainey.

Anche il TE rookie Austin Seferian-Jenkins pare essersi ripreso dai guai alla caviglia che lo avevano messo KO nel corso dell'opener contro Carolina, e dunque anche il promettente rookie da Washington dovrebbe essere in grado di scendere in campo senza troppe limitazioni.

Discorso un po' diverso per Gerald McCoy, che ha ripreso ad allenarsi, anche se in maniera limitata e parziale. Considerate le tante difficoltà di giocare (a buon livello) con una mano fratturata, bisognerà valutare se già da domenica prossima a Pittsburgh sarà possibile un impiego di Geraldone, anche solo parziale.

Praticamente certa invece l'esclusione di Mason Foster e Michael Johnson, che non si sono allenati nel corso della settimana e che domenica non vedremo dunque in campo, anche se per Johnson rimane qualche (flebile) possibilità di recupero. Altro escluso, ma la notizia era già nota, è il QB Josh McCown, il cui infortunio al pollice non sembra gravissimo ma tale comunque da impedirgli di giocare a Pittsburgh, match nel quale sarà Mike Glennon a guidare le operazioni.

A proposito di QB, da segnalare che Mike Kafka è stato promosso dalla practice squad ed inserito nel roster dei 53, e quindi sarà lui il backup di Glennon, perlomeno nel match di domenica. Per fare posto a Kafka è stato tagliata la guardia Rishaw Johnson, arrivato a Tampa fine agosto nel corso di una trade con i KC Chiefs in cui i Bucs avevano ceduto la safety Kelcie McCray.

mercoledì 24 settembre 2014

Rifirmato il WR Murphy, tagliato Owusu

Il WR Louis Murphy.
Nel corso della giornata di ieri i Bucs hanno effettuato alcuni movimenti a livello di roster, sia per quel che riguarda la prima squadra che la practice squad.

Nel roster dei 53 è stato reinserito il WR Louis Murphy, giocatore che aveva disputato tutta la preseason con i Bucs e che Tampa Bay aveva rilasciato proprio alla vigilia del campionato.

E' stato invece tagliato un altro ricevitore, Chris Owusu, giocatore al terzo anno di NFL arrivato a Tampa nel settembre 2012 e che quest'anno sembrava potesse ritagliarsi un ruolo importante alle spalle del duo Vincent Jackson - Mike Evans.

A livello di practice squad soon stati tagliati tre giocatori: Ka'Lial Glaud (LB), Kimario McFadden (S) e Adrian Robinson (DE) che verranno rimpiazzati nelle prossime ore per completare il gruppo dei dieci giocatori che compongono la PS.

martedì 23 settembre 2014

Si prolunga l'assenza dell'OC Tedford per motivi di salute

L'OC Jeff Tedford.
Per una squadra completamente nuova come i Bucs 2014, giocare senza Offensive Coordinator non è certamente un dettaglio. E purtroppo è di oggi la notizia che l'assenza di Jeff Tedford a causa di problemi di salute è destinata a prolungarsi.

Il 52enne Tedford, come è noto, si è sottoposto circa un mese fa ad un intervento di angioplastica e nel corso della convalescenza successiva a questa delicata operazione i medici hanno concesso all'OC dei Bucs di prendere parte solo in maniera limitata all'attività della squadra, al punto che nei primi tre incontri è stato il QB coach, Marcus Arroyo a chiamare i giochi dell'attacco.

Come detto, si è appreso quest'oggi che Tedford prenderà adesso un periodo di pausa totale dalla sua attività lavorativa, per dedicarsi in maniera completa alla riabilitazione dall'intervento; al momento, non sono stati chiariti i tempi precisi di questo congedo per motivi di salute, in particolare se durerà fino al termine della stagione.

I Bucs dunque perdono - senza sapere, perlomeno ufficialmente, se e quando rientrerà - il proprio Offensive Coodinator, che di fatto verrà sostituito dal giovane (34 anni) Marcus Arroyo. Cioè, in pratica si gioca senza OC, vista l'impossibilità pratica, in questo momento della stagione, di trovare un sostituto testuale.

Tedford doveva essere un elemento fondamentale nei nuovi Bucs allestiti da Lovie Smith, la "mente" dell'attacco, reparto che coach Smith aveva lasciato completamente nelle mani dell'ex HC di California, essendo Lovie un allenatori di formazione soprattutto "difensiva". Chiaramente, la perdita di Tedford è un'ulteriore mazzata, in una stagione iniziata male e che sta proseguendo anche peggio.

lunedì 22 settembre 2014

Sarà Mike Glennon il QB starter a Pittsburgh

Un affranto Josh McCown nel corso di ATL-TB.
Josh McCown salterà sicuramente la partita di domenica prossima a Pittsburgh, a causa dell'infortunio rimediato al pollice della mano destra nel corso della rovinosa partita di Atlanta. Nel tenttivo di effettuare di un lancio, il QB dei Bucs ha picchiato violentemente il dito contro il casco e il paraspalle del DE dei Falcons Umenyiora, finendo KO e lasciando il campo in favore di Mike Glennon.

Non è ancora chiaro se McCown dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico, nel qual caso la sua assenza dai campi di gioco si protrarrebbe per parecchie settimane.

Ma per come stava giocando (male e con troppi errori inaccettabili da parte di un giocatore esperto come lui) la perdita di McCown non è poi così grave e forse questa sarà l'occasione per vedere all'opera Mike Glennon e valutare se il ragazzo abbia o meno la stoffa per recitare un ruolo da protagonista in NFL.

Intanto, pare che sia arrivato a Tampa per un tryout il QB Terrelle Pryor, ex Seattle e Oakland mentre continua l'assenza da One Buc Place di Jeff Tedford, reduce come è noto dai seri problemi cardiaci che lo hanno costretto un mese fa a ricorrere ad un intervento di angioplastica. Anche questo, il fatto cioè di non poter contare di fatto su un Offensive Coordinator, ovvimaente non aiuta un squadra in estrema difficoltà e che domenica si accinge a fare visita a un team - i Pittsburgh Steelers che tra gli altri schierano il RB LeGarrette Blount, tra i protagonisti nella W degli Steelers nel sunday night disputato a Carolina - di ben altro livello rispetto agli attuali Bucs. Speriamo solo che non finisca con un'altra mattanza, tipo quella di Atlanta....

Dall'infermeria giungono notizie altalenanti, in attesa che domani - mercoledì - coach Smith faccia il punto della situazione. Doug Martin è comunque tornato ad allenarsi, mentre Mason Foster e Austin Seferian-Jenkins sono ancora alle prese con i rispettivi infortuni e probabilmente dovranno dare forfait anche per il match con gli Steelers. Anche il WR V. Jackson ha problemi ad un dito, ma non tali, si spera, da impedirgli di scendere in campo.

Infine, breve comunicazione di servizio: i due ultimi match disputati dai Bucs sono state due brutte partite, una - quella contro i Rams - se non altro combattuta sino agli ultimi secondi e l'altra - ad Atlanta - terminata con un vero e proprio massacro, ma avendole seguite dal vivo ne serbo comunque un ricordo piacevole, ovviamente più legato al "contesto" dei due eventi che non ai match in quanto tali.

Nella pagina "BUCS LIVE! - 09/2014: vs Rams, at Falcons" ho pubblicato alcune foto relative a queste due partite; per vederle è sufficiente cliccare sul link della riga qui sopra (e per ingrandire le foto, occorre cliccarci sopra). Buona visione!

domenica 21 settembre 2014

Rientro alla base!

Back to Italy!

Dopo un paio di settimane trascorse oltreoceano, rieccoci qui a commentare le gesta (o, per essere più precisi, le rovinose sconfitte...) dei nostri "poveri" quanto amati Bucanieri, per i quali la stagione 2014 non poteva avere inizio peggiore.

Un record di 0-3, una infermeria già strapiena dopo solamente tre partite, una situazione di incertezza e confusione in alcuni ruoli decisivi (dal kicker al QB) stranamente gestita male da un coach navigato e di grande esperienza quale Lovie Smith, imponderabili eventi negativi quale ad esempio la perdita dell'OC Jeff Tedford per motivi di salute nella delicata fase di avvio campionato, insomma, in poche parole: un disastro su tutti i fronti!

Tutto quello che poteva andare male, per i Bucs, è andato anche peggio, e devo dire che le squadre viste sia contro i Rams (altro team pessimo ma che comunque rispetto a Tampa Bay ha comunque una sua pur minima identità, per quanto modesta) che soprattutto al Georgia Dome (in cui sembrava che una squadra di PRO - Atlanta - giocasse contro un team di dilettanti - Tampa Bay - tale è stata la schiacciante dimostrazione di forza dei Falcons) mi hanno ricordato i peggiori Buccaneers di sempre che io rammenti, quelli dell'ultimo anno di Raheem Morris. 

Sono curioso adesso di vedere come un vecchio drago quale è Lovie Smith riuscirà a gestire una situazione simile. Per evitare che la situazione da "complicata" diventi "critica" il coach dovrà inventarsi - a breve - qualche soluzione e trovare la strategia giusta non dico per vincere le partite ma quantomeno per evitare che alla fine del primo quarto il match sia già ampiamente deciso a favore degli avversari.

Ad ogni modo, speriamo di recuperare in primo luogo alcuni infortunati importanti e poi auguriamoci che i frutti del lavoro di Smith (il cui curriculum impone che gli sia data fiducia fino al termine del campionato, poi vedremo...) e degli altri membri del CS si incomincino a vedere. Ad esempio, mi rifiuto di credere che un coach referenziato come Leslie Frazier (quantomeno come DC) non riesca a mettere in campo qualcosa di meglio dell'inguardabile difesa dei Bucs 2014.

Appuntamento dunque ai prossimi giorni,quando riprenderò ad aggiornare quotidianamente o quasi il blog con le news provenienti da One Buc Place, oltre a mettere online una pagina con le foto e le impressioni delle due partite a cui ho assistito "live", la sconfitta casalinga al fotofinish con St. Louis e la durissima debacle rimediata ad Atlanta.

Per rincuorare chi si recherà a vedere qualche partita "live" dei Bucs, dico che comunque è sempre una gran bella esperienza "vivere" una partita NFL dal vivo, a maggior ragione al Raymond James Stadium. Certo, se poi magari ogni tanto si potesse anche assistere a una W sarebbe anche meglio ma che ci volete fare, la "Bucs life" è questa... per avere la "vita facile" bisognava nascere tifosi di New England o San Francisco! ;-)

Intanto, nella foto qui sotto, ecco alcuni "souvenir" - rigorosamente in red and pewter - che mi sono portato a casa dalla Florida!

venerdì 19 settembre 2014

Se questa è una squadra di football...

La cosa peggiore, al di là dell'ignobile prestazione del Georgia Dome, è che ne mancano ancora 13 di partite per andare a chiudere quella che promette di essere una delle stagioni più atroci di sempre nei 40 anni di storia dei Bucs.

Della partita contro i Falcons preferisco non dire nulla, meglio cercare di dimenticare il prima possibile l'orrore puro a cui ho assistito qualche ora fa, con Tampa Bay umiliata a ripetizione da un team che la nostra pochezza ha fatto sembrare fortissimo ma che farà fatica ad arrivare ai playoff.

Difesa ridicola, attacco nullo, special team dannoso... ecco, tutto mi sarei aspettato dai nuovi Bucs di Lovie Smith tranne che rivedere la fotocopia di quelli che erano i peggiori Bucs di sempre, quelli allenati da Raheem Morris. Perché oggi tra quelle due squadre - molli, sfilacciate, senza personalità, perdenti prima ancora di entrare in campo - non c'è la minima differenza.

Sveglia, Lovie, sveglia prima che sia troppo tardi...

giovedì 18 settembre 2014

Contro Atlanta per limitare i danni

Che partita sarà quella che questa sera vedrà Tampa Bay di scena al Georgia Dome? Il pronostico è chiuso, e sebbene Atlanta non sia un team di primissima fascia è comunque al momento di un'altra categoria, per gli attuali Bucs.

Mi augurerei comunque di assistere a un match che non sia già finito dopo il primo quarto di gioco, ed in cui i ragazzi di coach Lovie Smith riescano a giocare 'con il coltello tra i denti'. Insomma, cerchiamo di non regalare nulla a Ryan e soci, che almeno se la sudino un po' questa scontata W.

Ecco, poi mi piacerebbe vedere un gioco di passaggio su un terzo e quattro, anziché la solita corsetta utile solo a perdere un paio di yards. Abbiamo due armi devastanti come Evans e V. Jackson, e usiamole ogni tanto, anziché il solito gameplan iper conservativo che non produce nulla. Capisco che a Lovie piaccia un football vecchio stile, però forse non sarebbe una cattiva idea sfruttare maggiormente i nostri giocatori migliori.

A risentirci dunque dopo la partita, sperando di non dover commentare l'ennesima disfatta!

martedì 16 settembre 2014

McCoy e Foster, altri due pesanti infortuni

Dopo il match con St. Louis ci sono da registrare altri due pesanti infortuni in casa Bucs. E' ancora una volta la difesa, reparto già falcidiato, a essere ulteriormente colpita; i due KO riguardano infatti il DT Gerald McCoy, che si è fratturato la mano sinistra, ed il LB Mason Foster, alle prese con un problema alla spalla.

Quasi impossibile la presenza dei due giocatori ad Atlanta, speriamo piuttosto che non si tratti di guai a lungo termine, ci mancherebbe solo di inserire McCoy in IR e poi davvero saremmo i candidati principali alla first pick overall del prossimo draft.

Intanto, giovedì potrebbe recuperare il DE Johnson e chissà che non rivedremo in campo anche Doug Martin, che in coppia con l'ottimo Rainey visto domenica scorsa potrebbe costituire un'arma importante per lo spuntato attacco dei Bucs.

Tutto ciò, pienamente consapevoli del fatto che giovedì sera finirà tanto a poco per i Falcons, però mi piacerebbe uscire dal Georgia Dome dopo avere visto in campo una squadra diversa da quella delle prime due partite dell stagione 2014, che per la grinta, la determinazione e la cattiveria mostrate sembrava allenata più da Greg Schiano o da Raheem Morris che da un vecchio drago come Lovie Smith.

In sintesi: sveglia ragazzi e sveglia anche al coaching staff, head coach in primis!

lunedì 15 settembre 2014

Uragano, infortuni e sconfitta: poveri Bucs...!

Tempesta tropicale con interruzione del match, Bucs opachi ma ad un passo dalla W e sconfitta al fotofinish su FG avversario: altro che déjàvu, oggi al RJS è stata quasi la fotocopia di Bucs-Saints di dodici mesi fa.

Oltre all'uragano e alla L, pero', questi Bucs sono anche devastati dagli infortuni, e pare che anche McCoy si sia fratturato una mano; con questo, direi che dopo ben due giornate il campionato 2014 dei Bucs sia già terminato, almeno per quel che riguarda l'ipotesi posteseason. Con una squadra così malridotta di strada se ne fa poca, e oggi la partita con i Rams è stata esemplare da questo punto di vista.

Sono state sufficienti le seconde linee di St.Louis per arpionare senza troppa fatica una W, perché - almeno io ho avuto questa impressione dagli spalti del RJS - i Rams pur raffazzonati sono sembrati una vera squadra, mentre i Bucs sono stati tenuti in partita dai due TD su corsa di McCown ma per il resto davvero poco o nulla.

Male la difesa che ha subito moltissimo, e le tante yards corse da Rainey purtroppo non sono state sufficienti, per un attacco che nei momenti cruciali non ha chiuso terzi down decisivi e con uno ST che si è fatto bloccare punt e FG.

L'esperienza dal vivo al RJS è sempre bella ed è stato un onore applaudire il grande Derrick Brooks, però mi sarei anche un po' stufato di assistere a una debacle dopo l'altra. E mi sa che giovedì contro Atlanta sarà un'altra lunghissima partita, per i derelitti Bucanieri e per i loro supporters.

Anyway, e nonostante tutto, ma proprio tutto, ora e sempre GO BUCS!

domenica 14 settembre 2014

Saluti da Tampa!

Dopo alcuni giorni trascorsi a Chicago, oggi (sabato) sono arrivato a Tampa... un saluto a tutti gli amici Bucanieri, dalla calda e assolata Florida!

Rispetto a Chicago (adesso mi è chiaro perché la chiamano windy city...) qui ci sono una ventina di gradi in più e un sole bello caldo e intenso rispetto al cielo grigio e alla pioggia dell'Illinois.

Nel pomeriggio sono andato a fare un po' di shopping per centri commerciali, è troppo divertente trovare materiale dei Bucs in qualsiasi negozio di sport, anche se - spiace dirlo - a Chicago il materiale relativo ai Bears che si trovava in qualsiasi 'mall' era molto, molto più vario e numeroso rispetto a qui...

Ad ogni modo, guai a lamentarsi, oggi mi sentivo un po' come un bambino in un negozio di giocattoli mentre passavo in rassegna decine di cappellini, magliette, jersey e tanto altro materiale in red and pewter. Se ci riesco, magari postero' via twitter una foto che renda meglio l'idea...

Venendo al match con i Rams, che dire... speriamo che i Bucs onorino nel modo migliore il leggendario Derrick Brooks, che proprio domenica verrà 'introdotto' nel ring of honor e a cui verrà ritirata la maglia #55.

Buona partita a tutti, e speriamo che gli Dei del football siano - almeno questa volta - dalla nostra parte... a risentirci dopo il match, e ora più che mai: GO BUCS!

sabato 13 settembre 2014

Anche il DE Clayborn in IR, rifirmato Solomon

Dopo il CB Jenkins, anche il DE Adrian Clayborn finisce la stagione 2014 dopo una sola partita, la sconfitta contro Carolina grave non solo per la L in sé ma anche per il prezzo carissimo pagato in quanto ad infortuni.

Tra l'altro, contro i Rams sarà indisponibile anche l'altro DE starter, Michael Johnson, alle prese con problemi alla caviglia. Per fortuna domenica dovrebbero essere disponibili sia Gholston che Bowers, oltre a Larry English, Jacquies Smith e all'appena rifirmato Scott Solomon, il che garantisce una sia pur minima profondità a livello di linea difensiva, anche se chiaramente non è il massimo, per usare un eufemismo, dover rinunciare ad entrambi i DE titolari.

Le sole buone notizie dall'infermeria riguardano Doug Martin e Logan Mankins, che a meno di sorprese dell'ultim'ora domenica dovremmo vedere in campo, non invece il TE rookie Austin Seferian-Jenkins, anch'egli out per il match con i Rams per guai ad una caviglia.

giovedì 11 settembre 2014

Il CB Jenkins in IR, tagliato il DE Solomon

Continuano i movimenti a livello di roster in casa Bucs, soprattutto a causa di infortuni. Il CB Mike Jenkins, ad esempio, ha già terminato la stagione essendo stato inserito in IR a causa dell'infortunio rimediato nel corso dell'opener contro i Panthers.

Ha concluso la sua esperienza a Tampa anche il DE Scott Solomon, anche se nel suo caso il taglio e' dovuto a ragioni tecniche. Il posto di questi due giocatori a roster e' stato rispettivamente preso dal CB Crezdon Butler e dal DE Jacquies Smith.

A livello di infortuni, molti giocatori non si sono allenati nella giornata di mercoledì, tra cui il CB Banks, il WR Owusu e l'OL Mankins. Speriamo di recuperarne qualcuno per domenica, o anche il match con i Rame rischia di finire al solito modo, con i Bucs a ricoprire il ruolo di team destinato alla sconfitta e con gli avversari che in un modo o nell'altro si portano a casa la W.

Mi augurerei, domenica prossima, di assistere ad una inversione di rotta, con il ritorno alla vittoria dei nostri amati Bucanieri, non fosse altro che per onorare degnamente non tanto chi ha attraversato l'oceano per vederli dal vivo ;-), quanto l'immenso Derrick Brooks che domenica entrerà a far parte del ristretto numero dei grandissimi ex del passato il cui nome e' ricordato a imperitura memoria nel Ring of Honor dei Tampa Bay Buccaneers.

mercoledì 10 settembre 2014

Rifirmato Larry English, tagliato Means

La notizia mi pare abbastanza interessante, e la segnalo, seppure in maniera telegrafica: i Bucs hanno tagliato il DE Steven Means, una quinta scelta nel draft 2013, rifirmando al suo posto Larry English. Evidentemente la pessima prova della difesa e soprattutto della linea nel match con i Panthers ha spinto coach Smith a riprovare quel giocatore che non aveva poi cosi' male impressionato nelle partite di preseason in cui l'ex prima scelta di San Diego era stato utilizzato.

martedì 9 settembre 2014

Rams e Falcons, due match decisivi nell'arco di 4 giorni

Rams e Falcons, i prossimi avversari.
Archiviato l'amarissimo opener con i Carolina Panthers, è tempo adesso di guardare avanti, ai prossimi difficili ed importanti – ma soprattutto ravvicinati – impegni che vedranno i Bucs affrontare il 14/9 i St. Louis Rams al Raymond James Stadium e solo quattro giorni dopo, il 18/9 al Georgia Dome, i classici rivali di division, i tradizionalmente ostici Atlanta Falcons che domenica scorsa hanno superato in una emozionante partita risolta in overtime dal kicker Matt Bryant (una nostra vecchia conoscenza...) i grandi favoriti della NFC South, i New Orleans Saints.

Due partite forse non ancora decisive, quelle contro St. Louis ed Atlanta, dato che siamo solo ad inizio campionato ma comunque molto importanti e che daranno un'impronta alla stagione di Tampa Bay, utili inoltre per verificare se ci sarà una reazione positiva dopo il pessimo esordio contro Carolina e per capire meglio l'effettivo valore del team guidato da Lovie Smith.

E adesso, classica "comunicazione di servizio" di metà settembre in arrivo! ;-)

Saranno proprio queste – contro Rams e Falcons – le due partite che quest'anno seguirò "live", continuando la recente tradizione di abbinare una vacanza in terra americana all'occasione di assistere ad un paio di partite dei Bucs direttamente dagli spalti di uno stadio USA.

Nei prossimi giorni dunque il blog sarà aggiornato solo sporadicamente via tablet, cercando comunque di dare un resoconto sia pure sommario delle prossime due partite, di quelle che saranno state le impressioni dei match ma soprattutto della particolare "atmosfera" che si respirerà sulle gradinate del Raymond James Stadium e del Georgia Dome.

Sarà soprattutto un grande onore, il 14 settembre, applaudire dal vivo il leggendario Derrick Brooks, che verrà introdotto nel Ring of Honor dei Buccaneers proprio in occasione della partita contro i Rams. Inutile dire che ho già messo nel trolley la jersey rossa dei Bucs #55, che tra l'altro verrà ufficialmente ritirata proprio domenica prossima e che nessun altro giocatore indosserà mai più nella storia dei Tampa Bay Buccaneers.

Detto questo, a risentirci in maniera più "completa" dopo il 20 settembre, premesso che – come dicevo prima – cercherò comunque di aggiornare il blog, ogni volta che mi sarà possibile farlo.

A presto dunque e – ora e sempre, nonostante tutto – un solo grido: GO BUCS!

lunedì 8 settembre 2014

Notizie abbastanza confortanti in arrivo dall'infermeria

Mankins a terra, dopo il KO rimediato domenica.
Se l'opener è stato un vero e proprio disastro da un punto di vista tecnico, con la squadra di Lovie Smith letteralmente maltratta per tre quarti abbondanti dai Panthers privi di Cam Newton, almeno dall'infermeria sembrano giungere notizie abbastanza confortanti.

Sono stati tanti i giocatori di Tampa Bay usciti per infortunio nel corso del match, vediamo quali sembrano essere le loro condizioni, che non dovrebbero essere particolarmente preoccupanti per nessuno dei giocatori infortunati.

Logan Mankins: vedere Mankins finire KO dopo poche azioni ha subito fatto venire in mente che forse non è il caso di proseguire ad architettare trade con Bill Belichick, trade che in un modo o nell'altro sembrano sempre rivelarsi clamorosi fallimenti per i Bucs... scherzi a parte, Lovie Smith nell'immediato dopo partita non si è espresso sulla gravità dell'infortunio, che stando però a quanto riportato da profootballtalk.com dovrebbe essere solo una forte contusione ed una iperestensione del ginocchio, dunque non un problema a lungo termine, come si era temuto vedendo il giocatore a terra assistito a lungo dallo staff medico.

Doug Martin: il RB starter dei Bucs ha lasciato la partita dopo avere ricevuto un duro colpo alla gamba nel corso di una azione di gioco, ma a fine partita lo stesso Martin ha dichiarato di essere tutto sommato in più che discrete condizioni.

Austin Seferian-Jenkins: il TE rookie, autore di una spettacolare giocata ad inizio partita, ha lasciato il match nel primo tempo a causa di un colpo alla gamba senza più rientrare nel match, ma anche lui - come Martin - ha affermato nel post partita di essere in buone condizioni di salute.
 
Jonhthan Banks: Banks è rientrato negli spogliatoi a causa di un duro colpo ma in seguito è stato utilizzato nuovamente da Smith, segno evidente che il KO rimediato non era poi così grave.

Mike Jenkins: Anche Jenkins ha rimediato un infortunio nel finale di partita, un forte colpo nella parte alta del corpo, ma in questo caso mancano ulteriori dettagli circa la gravità del suo KO.
 

E dopo il bollettino medico, torniamo brevemente al match di ieri, che tutti quanti credo vorremmo rimuovere molto in fretta, talmente modesto è stato lo spettacolo offerto sul terreno di gioco da McCown e soci.

Per tre quarti abbondanti i Bucs sono stati impresentabili, del tutto improduttivi in attacco e incapaci di fermare un attacco guidato da un veterano tutt'altro che fenomenale come il QB Anderson (uno che da quattro anni non giocava un match da titolare....) e dal WR rookie Benjamin, che insieme al TE Olsen sembrava immarcabile da parte dei DB di Tampa Bay.

La rimonta tardiva e inutile ("too little, too late", troppo poco e troppo tardi come dicono sagacemente gli americani in casi simili) orchestrata da McCown non è servita a nulla, se non a migliorare statistiche fin lì impietose.

Che i Bucs non fossero un team particolarmente forte già si sapeva, ma si sperava che un HC come Lovie Smith riuscisse a portare quantomeno un atteggiamento diverso rispetto a quello del recente passato, e che riuscisse ad infondere nei giocatori una grinta e una sana cattiveria ieri del tutto assenti. Quelli visti contro Carolina sembravano gli ultimi Bucs di Greg Schiano e di Raheem Morris, che scendevano in campo già consapevoli di essere inferiori agli avversari, senza mai la minima capacità di reagire di fronte alla prima avversità.

Naturalmente c'è tempo per rimediare a questa falsa partenza, Lovie Smith è un allenatore dal curriculum ben diverso da quelli di Schiano (che non aveva mai allenato tra i PRO) e Morris (che non aveva allenato mai a nessun livello...) e il suo valore non verrà certo messo in discussione da una partita sbagliata.

L'importante però è reagire, e subito. E così come l'attacco dovrà iniziare a produrre yards e primi down sin dal primo quarto senza aspettare di farlo a partita ormai compromessa, anche la difesa dovrà elevare di molto il suo rendimento. Ieri, nemmeno McCoy e soci hanno mai dato l'impressione di riuscire non dico a a dominare ma nemmeno a limitare l'attacco avversario e se una difesa si fa massacrare da un QB come Anderson, cosa accadrà quando affronteremo fenomeni del calibro di Ryan e Brees?

Insomma, non vorrei che anche quest'anno, a novembre, si iniziasse già a pensare a quale scegliere tra le top pick del draft 2015 per cui sarà il caso di cambiare musica sin dalla prossima partita casalinga contro i Rams, altro team che - come i Bucs - sarà animato da una grande voglia di riscatto dato che ha iniziato il campionato nel modo peggiore possibile, perdendo malamente in casa contro i  Minnesota Vikings.

Bucs inguardabili, vittoria agevole per Carolina

Il rookie ASJ in azione contro Carolina.
Esordio peggiore non poteva davvero esserci per i Tampa Bay Buccaneers di coach Lovie Smith...

Dunque, avete presente i peggiori Bucs delle ultime stagioni, quelli guidati da Morris e Schiano? Ecco, quelli visti contro Carolina per tre quarti e mezzo hanno sinistramente ricordato, molto da vicino, le peggiori edizioni dei Buccaneers allenati nelle ultime stagioni da Raheem & Greg...

A Tampa cambia l'HC, viene rinnovato al 100% il coaching staff, tantissimi sono i giocatori nuovi, ma alla fine il risultato non cambia: la squadra gioca malissimo e qualsiasi avversario può allegramente banchettare, quando incontra Tampa Bay...

Si sapeva che contro Carolina sarebbe stata dura, ma considerando che ai Panthers mancava il giocatore di gran lunga più importante - Cam Newton - al cui posto ha giocato non proprio un fulmine di guerra (Derek Anderson non partiva da titolare dal 2010...) si sperava quantomeno di potersela giocare alla pari, e invece...

E invece non è stato così, Bucs inguardabili sia in attacco che in difesa, ed è davvero difficile "salvare" qualcuno o qualcosa dopo una prestazione del genere.

Ha deluso Josh McCown, e se da un lato va riconosciuto che la linea lo ha protetto poco e male, bisogna riconoscere che i due intercetti sono frutto di gravi errori del QB dei Bucs, che per evitare un sack ha in entrambi i casi sparacchiato il pallone in aria sperando nell'incompleto e trovando invece l'intercetto degli avversari. Errori da principiante, non ammissibili da parte di un veterano di lungo corso come McCown.

La linea offensiva, si diceva, è stata incapace non solo di difendere il QB ma anche di aprire varchi per le corse di un Martin improduttivo e impalpabile non solo per colpa sua. Tra le poche belle giocate, a inizio partita, vanno ricordate un lancio lungo per il TE rookie Seferian-Jenkins e la corsa da oltre 50 yards del FB Lane, dopodiché ci sono stati 50 minuti di non-football da parte dei Bucs, che negli ultimi minuti del quarto periodo hanno cercato di raddrizzare la baracca con una tardiva rimonta, che ha portato Tampa Bay a -3 con i due TD pass lanciati da Josh McCown a Owusu e a Rainey. Ma un fumble dello stesso Rainey, dopo che la safety Goldson si era mangiato l'intercetto che avrebbe potuto regalare ai Bucs un'incredibile vittoria in rimonta, ha chiuso il match a favore dei Panthers.

Il tentativo di rimonta è stato tardivo e inutile anche perché nei precedenti quarti la difesa di Tampa aveva concesso di tutto a Carolina, in particolare al TE Olsen e al rookie WR Benjamin, ben serviti da un Anderson che è riuscito nella non facile impresa di non fare rimpiangere Cam Newton.

Poi, la lunga pagina degli infortuni; tanti giocatori dei Bucs si sono fatti più o meno male, da Mankins a Martin passando per ASJ, Banks e a Jenkins... preoccupa soprattutto il KO di Mankins, che ha privato il reparto più debole della squadra del giocatore che si sperava potesse dargli una qualche sistemata. Speranza vana, visto che la partita di Mankins è durata pochissimo, e speriamo davvero che il problema al ginocchio rimediato dall'ex guardia dei Patriots non si riveli eccessivamente grave.

In conclusione, l'auspicio è che i Bucs ripartano dagli ultimi minuti del quarto periodo e che i primi tre inguardabili quarti rimangano solo un episodio, destinato a non ripetersi. E speriamo che sin dal prossimo match con i Rams, oggi travolti in casa dai Vikings, si possa vedere un partita di "vero" football giocata da Tampa Bay per tutti e quattro i periodi e non solo nei minuti finali della partita, quando ormai è troppo tardi - nove volte su dieci - per rimediare ai mille errori commessi nei tre quarti e mezzo precedenti...

domenica 7 settembre 2014

Tedford e Newton, due assenze importanti in TB-CAR

L'OC Jeff Tedford.
Ci saranno due assenze importanti, una per parte, nel match che tra poco vedrà impegnate Tampa Bay e Carolina.

I Panthers non potranno contare sul loro giocatore più rappresentativo, il QB Cam Newton, che non scenderà in campo a causa di un infortunio alle costole. Al suo posto, il QB starter per Carolina sarà il veterano Derek Anderson.

Ma anche i Bucs dovranno fronteggiare una assenza rilevante, quella dell'OC Jeff Tedford. L'offensive Coordinator dei Bucs oggi ha fatto un po' di chiarezza sulla sua situazione di salute, che fino ad ora era rimasta avvolta nella più assoluta riservatezza.

Ecco, dal Tampa Bay Times, le parole dello stesso Tedford:
"I had a couple stents,'' Tedford said. "...It's nice just to be up and around. We'll see how much I can do next week and kind of ease back into it... I will just be in the box as a couple extra pair of eyes,'' Tedford said.

Jeff Teford, reduce dunque da un intervento cardiaco, quest'oggi sarà sì presente al RJS ma non chiamerà i giochi dell'attacco, a cui provvederà il QB Coach Marc Arroyo, che per due stagioni a California, fu quarterbacks coach/passing coordinator quando Tedford era head coach dei Golden Bears.

Un grosso in bocca al lupo al nostro OC, perché possa recuperare quanto prima al 100% da questa poco simpatica situazione. Infine, ecco la lista dei giocatori inattivi dei Bucs per il match di stasera: Kadeem Edwards (OL), Kevin Pamphile (OL), Rishaw Johnson (OL), Williams Gholston (DE), Da'Quan Bowers (DE), Rashaan Melvin (CB), Bradley McDougald (S).

Tagliati Murphy e Pointer, sostituiti da Patton e Dixon

Il WR Solomon Patton.
A poche ore dal kick-off dell'opener, i Bucs hanno effettuato un paio di movimenti a livello di roster. Sono stati tagliati due giocatori dalla rosa dei 53 e ne sono stati promossi altrettanti dalla Practice Squad.

Lasciano i Bucs il WR Louis Murphy e il CB Quinton Pointer; al loro posto, il WR/KR/PR Solomon Patton e il CB Brandon Dixon.

Patton è un undrafted rookie firmato da Tampa Bay sin dallo scorso maggio, messosi in luce più come ritornatore di calci che come ricevitore puro. Anche il CB Dixon è un rookie, scelto dai NY Jets al sesto giro del draft di quest'anno e successivamente rilasciato dal team newyorkese.

I due giocatori tagliati, Painter e Murphy, devono il loro rilascio più a ragioni fisiche che tecniche. Painter si è infortunato mercoledì scorso alla coscia, mentre Murphy è alle prese con problemi alla schiena rimediati nell'ultima partita di preseason.

In quanto ai Panthers, è probabile che alla fine il QB Cam Newton, alle prese con una costola malmessa, sarà regolarmente in campo sebbene nella lista infortunati di Carolina il giocatore sia indicato come "questionable".

Per quanto riguarda il match di questa sera, con i Panthers sarà una battaglia durissima e servirà un'impresa per portare a casa la prima W dell'era Lovie Smith. E' molto difficile fare un pronostico, non solo per l'opener ma per l'intera stagione dei Bucs. La squadra è profondamente rinnovata, sia a livello di giocatori che di coaching staff, e se ci sono motivi per essere ottimisti (un head coach del calibro di Lovie Smith, i giovani rookie talentuosi quali Evans e ASJ, alcuni veterani di comprovato valore come McCoy, Jackson e David) non mancano altresì le ragioni per avere qualche dubbio sulla possibilità di successo dei Buccaneers edizione 2014 (una linea offensiva rabberciata, un kicker rookie, scarsa profondità nel reparto dei ricevitori, una situazione a livello di QB che è un po' una scommessa più che una garanzia).

Ad ogni modo, questa sera tutti sul Game Pass alle 22.25 per il kick-off della stagione 2014 e un grosso in bocca al lupo a Lovie Smith e ai suoi ragazzi , sperando - senza illudersi troppo - che finalmente il 2014 sia l'anno buono, dopo tante stagioni caratterizzate quasi esclusivamente da delusioni assortite e sconfitte in serie.... GO BUCS! 

sabato 6 settembre 2014

Ancora incerta la presenza all'opener dell'OC Jeff Tedford

L'OC dei Bucs, Jeff Tedford.
Nel corso di una conferenza stampa svoltasi ieri, l'HC dei Bucs Lovie Smith si è soffermato sulla situazione relativa all'OC dei Bucs, Jeff Tedford. Come è noto, Tedford si è sottoposto un paio di settimane fa ad un intervento chirurgico, a proposito del quale i Bucs - per salvaguardare la privacy del tecnico - non hanno rilasciato alcun dettaglio.

Lovie Smith ha chiarito che la presenza o meno di Jeff Tedford al RJS sarà presa domenica, nell'imminenza del match. Ecco a questo proposito le parole dell'HC, tratte dal Tampa Bay Times:
"He was out at practice, so that's a step in the right direction. It'll be a game-time decision," said Lovie Smith, who has had Tedford make short visits to One Buc Place since his procedure, but nothing at practice until Friday. "He's been cleared to come back to work on a limited basis. Limited can mean quite a bit. ... In Tampa, if you go out on the practice field, that's saying quite a bit about the progress you're making."

Tedford ieri era a One Buc Place, e questo lascia ben sperare circa al sua possibilità di essere presente al match. Chiaramente non sarebbe un dettaglio la presenza o meno dell'OC, in mancanza del quale sarebbe il QB coach Arroyo - più giovane del QB McCown... - a chiamare i giochi per l'attacco di Tampa Bay.

L'HC dei Bucs ha inoltre chiarito che ben cinque giocatori non saranno presenti per l'opener a causa di problemi fisici: si tratta dei due DE Da'Quan Bowers e William Gholston, del WR Louis Murphy, del CB Rashaan Melvin e della S Bradley McDougald.

La contemporanea assenza di Bowers e Gholston lascerà i soli Means e Solomon come riserve dei titolari Clayborn e Collins a livello di DE (sebbene a livello di depth chart Bowers figuri come DT e non come DE), mentre la mancanza del WR Murphy dovrebbe comportare un certo coinvolgimento del rookie Robert Herron.

In casa Panthers permane una qualche incertezza sulle condizioni di salute del QB Cam Newton, anche se è convinzione diffusa che il giocatore più importante di Carolina domenica alle 16:25 sarà regolarmente in campo per l'opener della stagione 2014.

venerdì 5 settembre 2014

Il lungo percorso di Gerald McCoy, da "bust" a "leader"

Il DT Gerald McCoy.
In attesa di sapere se domenica, per l'opener contro Carolina, saranno presenti Cam Newton e Jeff Tedford, rispettivamente QB/leader dei Panthers e OC dei Bucs, entrambi alle prese con problemi fisici che ne mettono in dubbio la possibilità di partecipare alla prima partita di campionato, nella giornata di ieri ha parlato Gerald McCoy, uno dei Capitani e giocatore simbolo dei Tampa Bay Buccaneers 2014.

Giunto al suo quinto ed ultimo anno di contratto (e a questo proposito non sarebbe una cattiva idea se il GM Licht iniziasse a lavorare ad una sua estensione...), McCoy dopo un avvio molto difficile tra i PRO si è ritagliato un ruolo di fondamentale importanza nella difesa dei Bucs, di cui oggi è il leader indiscusso.

E dalle colonne del Tampa Bay Times, McCoy rivela come anche HC, GM e Proprietà gli abbiano chiesto di prendere per mano la squadra per farla crescere e diventare finalmente competitiva:
"I've been asked by the owners, the head coach, the GM to take it to another level and to lead this team, and that's all I'm trying to do," McCoy said. "In the past, I was asked to lead, but it's a different type of leadership now. Coach kind of put it on my back. I kind of asked him to. You can put it on my back. I can handle it."

McCoy è reduce da una preseason eccellente, in cui ha mostrato di essere già ampiamente in forma:
"Does it look like I've been doing any kind of thinking in the preseason?" McCoy asked. "I'm just getting off the ball. That's the joy of it. I have the least amount of assignments in the field. Take your God-given gifts and use them. Every play is a pass you trample the run on the way to the quarterback. I mean, that's freedom. You can't ask for more than that."

E' stato un percorso non facile per McCoy, approdato in NFL come terza scelta assoluta nel 2010 e subito bollato come "bust", prima di diventare uno dei migliori DT dell'intera NFL:
"That journey, it makes you," McCoy said. "It's not about what happens, it's about how you react to what happens. There's a lot of responsibility getting drafted that high. A lot of people depend on you. I knew as long as my teammates kept believing with me and the guys upstairs kept believing in me and I had God with me, I was going to be okay."

Infine, per quanto riguarda la vita privata, poco prima che iniziasse il training camp McCoy è diventato padre di due gemelli, Gerald e Germany:
"My wife has been incredible," McCoy said. "As far as me, I've got to adjust my sleeping habits."

mercoledì 3 settembre 2014

Charles Sims in IR temporanea, rifirmato Major Wright

La safety Major Wright.
Il RB rookie Charles Sims, come ampiamente previsto, è stato inserito dai Bucs nella Injured Reserve "temporanea"; questo vuol dire che il ragazzo potrà essere nuovamente inserito a roster e autorizzato a giocare - se si sarà ripreso pienamente dall'infortunio alla caviglia - a partire dalla week n.9.

Se tutto andrà bene, vedremo dunque Charles Sims esordire nella seconda metà della stagione, mentre nei primi due mesi di campionato il trio di RB a disposizione di Lovie Smith sarà costituito da Doug Martin, Bobby Rainey e Mike James (in rigoroso ordine di depth chart), oltre allo sprinter Jeff Demps, attivabile in caso di necessità dalla Practice Squad.

Il  posto di Sims, nel roster dei 53, è stato preso dalla safety Major Wrigth, giocatore che (un po' a sorpresa, considerata la situazione non profondissima a livello di safeties) era stato rilasciato da Tampa Bay lo scorso 30 agosto in occasione degli ultimi tagli che avevano portato il numero di giocatori presenti a roster da 75 a 53.  

Major Wright è un giocatore che Lovie Smith conosce molto bene, avendolo scelto - quando era HC dei Bears - al terzo giro del draft 2010 con la pick n. 75 overall.  Wright sarà dunque, insieme a Keith Tandy, il principale backup della coppia di safety titolari, Barron & Goldson, considerate le precarie condizioni di salute di Bradley McDougald, l'altra riserva nel ruolo di S attualmente alle prese con problemi al ginocchio.

Depth Chart, è Patrick Omameh la RG titolare

La RG Patrick Omameh.
Definita la composizione di roster e practice squad, i Bucs hanno provveduto ad aggiornare la depth chart, in vista del'ormai imminente esordio in campionato contro i Carolina Panthers previsto per domenica 7 settembre al RJS (il kick-off sarà alle 22.25 ora italiana).

Iniziamo dalla linea offensiva, il reparto che in questa preseason è stato al centro di molte discussioni, considerata la fragilità del settore emersa soprattutto nelle prime partite prestagionali contro Jacksonville e Miami.

Il ruolo più incerto, quello di guardia destra, se lo è aggiudicato per ora Patrick Omameh, il cui backup sarà il nuovo arrivato Rishaw Johnson. Nessuna sorpresa per gli altri ruoli della OL, che vedrà inizialmente schierati Evan Dietrich-Smith (C), Logan Mankins (LG), Anthony Collins (LT) e Demar Dotson (RT).

A livello di WR i titolari saranno Vincent Jackson e Mike Evans (l'unico dei rookie a partire da starter), seguiti rispettivamente nella depth chart da Louis Murphy e Chris Owusu. Quest'ultimo sarà anche il ritornatore per i kick-off mentre il RB Bobby Rainey svolgerà il medesimo compito per i punt.

Per le corse, la gerarchia prevede Martin-Rainey-James, almeno sino a quando il rookie Sims sarà indisponibile a causa dell'infortunio alla caviglia. In quanto ai TE, Brandon Myers è considerato lo starter, alle sue spalle Luke Stocker e il rookie Austin Seferian-Jenkins.

In difesa, la linea titolare sarà formata dai due DE Clayborn e Johnson e dai due DT McCoy e McDonald. Nessuna sorpresa anche per il trio di LB titolari (David, Foster e Casillas), mentre la secondaria vedrà come starter Mark Barron e Dashon Goldson (S) e Alterraun Verner e Mike Jenkins (CB), con Leonard Johnson listato al primo posto nella posizione di nickel.

Infine, lo Special Team che rispetto all'anno scorso appare decisamente rivoluzionato, con Patrick Murray per FG e kick-off, Andrew DePaola come long snapper e il confermato Michael Koenen per i punt.

lunedì 1 settembre 2014

Definita la Practice Squad, eletti i Capitani

Il CB Brandon Dixon, nuovo membro della PS.
Aspettando i Carolina Panthers, contro i quali domenica prossima i Bucs apriranno la stagione 2014 al RJS, è stata definita la composizione della Practice Squad. Ai sei giocatori noti fin da ieri (Kafka, Magee, Brate, Masifilo, Patton e Dixon) si sono aggiunti i seguenti quattro:
- Brandon Dixon (CB)
- Kimario McFadden (S)
- Carlos Fields (LB)
- Derrius Brooks (CB)

Nella giornata di oggi inoltre i giocatori di Tampa Bay hanno proceduto ad eleggere i capitani dei vari reparti (ciascun giocatore ha espresso un voto, compreso coach Lovie Smith): Josh McCown e Vincent Jackson saranno i "C" dell'attacco, Gerald McCoy e Lavonte David per la difesa e il punter Michael Koenen per lo ST.

Tornando al match di domenica prossima, non è ancora stato chiarito se l'OC Jeff Tedford, reduce da un intervento chirurgico a proposito del quale non è trapelato alcun dettaglio, sarà in grado di essere presente al match e chiamare i giochi per l'attacco dei Bucs. La squadra sta comunque preparando al partita come se Tedford non dovesse farcela a presenziare alla partita e in questo caso sarà verosimilmente il QB coach Arroyo a sostituirlo, così' come avvenuto nell'ultimo match di preseason contro Washington.

Firmato Garrett Gilkey, rilasciato Josh Allen

L'OL Garrett Gilkey.
In attesa di conoscere la composizione definitiva della Practice Squad, nella quale ci sono ancora tre posti liberi dopo l'arrivo di Brandon Dixon, CB scelto al sesto giro nel draft di quest'anno e appena tagliato dai Jets (già fanno parte della PS i volti noti di Mike Kafka, Jeff Demps, Solomon Patton, Matthew Masiiflo, Brandon Magee e Cameron Brate), c'è da segnalare un movimento per quel che riguarda invece il roster dei 53.

E' stato infatti acquisito, proveniente dai tagli dei Cleveland Browns, l'OL Garrett Gilkey ed è stato contestualmente tagliato il centro Josh Allen, un undrafted rookie che un po' sa sorpresa era sopravvissuto ai numerosi tagli che nei giorni scorsi avevano portato il roster dei Bucs ai previsti 53 giocatori. 

Gilkey ha 24 anni, ed è stato scelto da Cleveland nel 2013 al settimo giro, con la pick n.227 overall, riuscendo a entrare nel roster dei Bowns con i quali lo scorso campionato ha disputato 6 partite, di cui una da titolare. Da segnalare che George Warhop, l'attuale coach della OL dei Bucs, lo scorso anno era a Cleveland ed è dunque probabile che ci sia il suo intervento dietro questo movimento nel roster a livello di uomini di linea offensiva.