sabato 31 maggio 2014

Tagliato anche dai Giants, carriera finita per Freeman?

Josh Freeman
C’era una volta una giovane promessa, che sembrava potesse avere i numeri e le capacità per scrivere pagine importanti nella storia dei Buccaneers, e che si sperava potesse prendere per mano la squadra e ricondurla ai fasti ormai sbiaditi di quando per Tampa Bay era la prassi, scendere in campo nel mese di gennaio...

Questo giocatore si chiamava Josh Freeman, doveva essere nelle speranze di tutti il nuovo franchise QB e Raheem Morris scommise su di lui buona parte della sua carriera, scegliendolo al primo giro del draft 2009 con la chiamata n.17, e affermando che avrebbe preso questo ragazzo anche se avesse avuto a disposizione la first pick overall di quel draft, tanto era convinto delle notevolissime potenzialità del quarterback rookie da Kansas State.

Bene - anzi, malissimo - è di ieri la notizia che anche i NY Giants, che avevano ingaggiato Freeman nel corso della free agency con un contratto annuale al minimo salariale, dandogli un’ulteriore possibilità per riscattarsi dopo le complicate stagioni a Tampa e la pessima parentesi di Minnesota, lo hanno tagliato, preferendo mantenere a roster Curtis Painter (giocatore modestissimo, che alcuni ricorderanno a Indianapolis l’anno in cui giocò al posto dell’infortunato Peyton Manning) e quando un team arriva a preferirti Curtis Painter, beh, allora vuol proprio dire che siamo arrivati ai titoli di coda...

Dispiace questa triste parabola di Josh Freeman, soprattutto perché credo che i problemi del ragazzo siano principalmente psicologici e legati al suo carattere evidentemente troppo fragile per reggere a certe pressioni – più che a motivi di natura tecnica - dunque molto più difficili da superare. A questo punto non rimane che chiedersi se Freeman potrà aver ancora un futuro in NFL o se dovrà tristemente ripiegare sulla CFL o su altre leghe minori, se non appendere in maniera definitiva il casco al chiodo.

Qualunque sia il suo futuro, in bocca a lupo a questo ragazzo che nel 2010, alla sua seconda stagione da professionista, aveva "illuso" un po’ tutti sfoderando giocate da campione e guidando i Bucs a tante vittorie con rimonte mozzafiato, lasciando intravedere una "stoffa" da giocatore importante, non certo da rincalzo dei rincalzi, ossia la situazione attuale in cui è sprofondato colui che doveva diventare the next franchise QB... 

Good luck, Josh!

venerdì 30 maggio 2014

Quinton Pointer, un nuovo CB a roster

Il CB Quinton Pointer
In casa Bucs, ancora scossa dalla perdita di Malcolm Glazer (senza il quale, è sempre il caso di ricordarlo, oggi probabilmente a Tampa non ci sarebbe alcun team professionistico di football ed esisterebbero invece i Baltimore Buccaneers...), c'è da registrare un movimento, sia pure marginale, a livello di roster.

E' stato infatti firmato il CB Quinton Pointer, per far posto al quale è stato tagliato un altro CB, Marc Anthony, che aveva trascorso nella practice squad dei Bucs l'intera stagione 2013.

Pointer, 26 anni, è reduce da due stagioni trascorse con la maglia dei St. Louis Rams, da cui venne firmato come undrafted rookie nel 2012. Si tratta di un ritorno a casa per questo giocatore, originario di Cape Coral (Florida) e con un discreto trascorso universitario a Las Vegas presso UNLV, sino ad ora non confermato trai PRO considerate le sporadiche e poco significative apparizioni con i Rams nei suoi primi due anni in NFL.

mercoledì 28 maggio 2014

L'ultimo saluto a Malcolm Glazer, il "Patriarca"

Malcolm Glazer, la notte del Super Bowl
E' scomparso quest'oggi Malcolm Glazer, 85 anni, il "Patriarca" della famiglia che ha scritto le pagine più importanti e gloriose nella quarantennale storia dei Tampa Bay Buccaneers.

Glazer divenne proprietario dei Bucs nel 1995, all'epoca uno dei team più "scalcinati" dell'NFL. Il "turnaround" però, da squadra barzelletta a team presente in maniera quasi costante ai playoff, fu pressoché immediato.

Dopo un paio di stagioni di assestamento, i Bucs iniziarono la scalata ai vertici dell'NFL, grazie a campioni del calibro dei vari Brooks, Sapp, Alstott, Lynch, Barber, e all'opera di coach di assoluto valore quali Tony Dungy prima e Jon Gruden poi. E proprio sotto la guida tecnica di Gruden i Bucs di Malcolm Glazer raggiunsero il punto più alto della loro storia: la conquista del Super Bowl n.37, in quell'indimenticabile notte di San Diego del 26 gennaio 2003...

Poi, parallelamente al lento quanto inevitabile allontanamento - per ragioni di età e di salute - del "Patriarca" dalle vicende della squadra, iniziò per Tampa Bay quel declino che ormai da troppi anni caratterizza le sorti della nostra squadra.

E' in effetti abbastanza impietoso, ad esempio, paragonare le prime stagioni di Tampa Bay in cui il timone era saldamento nelle mani di Malcolm, rispetto alle ultime annate, in cui sono stati i vari figli del "Patriarca" (Brian, Ed, Joel) a reggere le sorti dei Bucs.

Rest in peace, Malcolm....

lunedì 26 maggio 2014

Estensione contrattuale in vista per Gerald McCoy

Il DT Gerald McCoy
Chi è - ad oggi - il difensore più importante dei Tampa Bay Buccaneers? Di dubbi ce ne sono pochi, si tratta del giocatore che indossa la maglia numero #93 ed il cui contratto scadrà proprio al termine del 2014: il DT Gerald McCoy.

Entrato in NFL nel 2010, terza scelta assoluta di Tampa Bay dietro a Bradford e Suh, i primi anni di Gerald tra i PRO furono tutt'altro che facili. Le prime due stagioni terminarono in anticipo per l'ex Oklahoma, a causa di seri problemi muscolari. E, cosa ancora più preoccupante, non è che il rendimento fosse stato particolarmente brillante, nelle partite in cui il ragazzo era sceso in campo.

Poi, a partire dal terzo anno, la lenta ma inesorabile trasformazione: da giocatore dalle grandi potenzialità inespresse ad architrave della linea difensiva dei Bucs; e il rendimento da ProBowler è stato confermato anche nella sua quarta stagione da professionista, nel corso della quale McCoy ha inanellato ottime prestazioni in serie, nonostante un campionato pessimo dei Bucs ed una squadra praticamente allo sbando sin dall'inizio della stagione.

Come detto, il contratto di McCoy scadrà a fine 2014 e chiaramente non sembra il caso di aspettare che Gerald diventi free agent, scatenando pericolose aste di cui non si avverte alcun bisogno. Dunque, una delle principali priorità per Tampa Bay è quella di prolungare il contratto del #93, magari proprio in questi mesi che ci separano dall'inizio della stagione.

L'attuale contratto di McCoy prevedeva cifre importante, 55 milioni per cinque anni di cui circa 21 garantiti. E' evidente che ci si dovrà muovere su cifre analoghe per il rinnovo ma del resto i Bucs non possono permettersi di perdere il loro difensore più importante. Rifirmare McCoy è una priorità e una necessità, attendiamo con fiducia, si spera a breve, le "good news" del prolungamento del contratto di Geraldone nostro, e chissà che la "buona novella" non arrivi anche prima dell'inizio del training camp... tra dodici mesi, stesso identico discorso andrà fatto per un altro giocatore-chiave della difesa dei Bucs, il LB Lavonte David, il cui contratto terminerà alla fine della stagione 2015.

sabato 24 maggio 2014

Guardie: chi saranno i titolari?

Nicks osserva i comapgni allenarsi...
Uno dei reparti che i Bucs avevano la necessità di rinforzare maggiormente, tra free agency e draft, era quello delle guardie, considerate in particolare le sempre precarie condizioni di salute di Carl Nicks e la cessione (frettolosa?) di Jeremy Zuttah ai Ravens.

Nel corso della FA la linea offensiva è stata sì irrobustita con l'arrivo del centro Dietrich-Smith e del tackle Anthony Collins, ma a livello di guardie la situazione è rimasta pressoché immutata se si eccettua l'arrivo di Oniel Cousins, un onesto mestierante ma non certo uno starter di primo livello.

Dal draft, al quinto giro, è arrivato Kadeem Edwards, ma è difficile che lui e l'altro rookie scelto per rinforzare la linea offensiva (il tackle Kevin Pamphile) possano essere pronti a recitare un ruolo da protagonisti sin dal loro anno da rookie.

E dunque a livello di guardie la situazione pare abbastanza precaria e moltissimo dipenderà dal recupero effettivo di Carl Nicks. Se l'ex G dei Saints recuperasse almeno l'80% delle sue effettive potenzialità, la OL dei Bucs acquisterebbe uno spessore importante, discorso diverso sarebbe se al fianco di Dietrich-Smith si schierassero Cousins e Meredith, i due giocatori che nel corso degli OTA dei giorni scorsi coach Lovie Smith ha schierato come G titolari.

Cosa dice coach Smith a proposito della situazione nel reparto delle guardie? In pratica il coach si limita a frasi di circostanza preferendo non entrare nei particolari... ecco le parole dell'HC, tratte dal Tampa Tribune:
"It’s a competition, and that’s not just coach talk,” Bucs coach Lovie Smith said. “Where you are right now or what group you’re with, we haven’t done enough to determine who will start. You can’t really get a true depth chart until you see someone or you see us go full speed, and I’m talking about in pads. At this point, a lot of what the depth chart is based on is what guys know as much as anything."

Auguriamoci dunque che Nicks, dopo due stagioni trascorse in pratica da spettatore, possa iniziare a fornire un contributo importante e chissà che il rookie Edwards non possa dimostrarsi pronto a recitare un ruolo di primo piano in anticipo rispetto alle previsioni. Se così non fosse, rischieremmo di rimpiangere la affrettata cessione di Zuttah, non certo un fenomeno ma un giocatore versatile in grado di ricoprire in maniera efficace un po' tutti i ruoli della OL, a partire proprio da quello di guardia...

mercoledì 21 maggio 2014

Terzo QB: firmato Alex Tanney, tagliato Brett Smith

Il QB Alex Tanney
I due QB che in casa Bucs si contenderanno nel corso del training camp il ruolo di titolare sono, come è noto, il veterano Josh McCown ed il secondo anno Mike Glennon, con il primo che al momento sembra essere destinato ad essere lo "starter" designato quantomeno per la prima parte della prossima stagione.

Molto aperta e ancora tutta da decidere invece è la lotta alle spalle del duo McCown-Glennon per guadagnarsi il ruolo di terzo QB, sempre ammesso che nel roster definitivo dei 53 trovino spazio ben tre giocatori per questo ruolo specifico.

A roster - come terzo QB - c'è da tempo Mike Kafka, e nei giorni scorsi era stato firmato Brett Smith. E' di oggi la notizia del taglio di quest'ultimo, contestualmente alla firma di un altro quarterback: Alex Tanney.

26 anni, un trascorso universitario presso Monmouth College, Tanney entrò in NFL come undrafted rookie, siglando un contratto con i Chiefs nel 2012, anno in cui giocò solo alcuni spezzoni di preseson prima di approdare nella Injured Reserve. La scorsa stagione, iniziata nelle fila dei Cowboys, Tanney la concluse con i Cleveland Browns, team dal quale il giocatore è stato rilasciato un paio di settimane fa.

Oltre alla firma di Tanney, i Bucs hanno messo sotto contratto anche tre undrafted rookie: Il TE Cameron Brate (Harvard), il WR Quintin Payton  (North Carolina State) e ancora un altro TE, Ian Thompson da Louisiana-Lafayette. Per creare nel roster lo spazio necessario ai nuovi arrivi, sono stati tagliati David Hunter (DL), Jacob Schaum (P) e, come detto, il QB Brett Smith.

Infine, da segnalare che un altro dei rookie draftati dai Bucs ha siglato il suo primo contratto da professionista: si tratta dell'offensive lineman Kevin Pamphile, che nei giorni scorsi ha sottoscritto un contratto che lo legherà a Tampa Bay per i prossimi quattro anni.

lunedì 19 maggio 2014

Goldson, Herron e un vecchio paio di scarpe da football...

Dashon Goldson e Robert Herron
Ogni tanto, anche da un mondo duro e spietato come quello dell'NFL, in cui spesso è la cronaca nera a doversi occupare di quello che combinano i "nostri eroi" fuori da un campo da football, emerge qualche "piccola" e "bella" storia, che merita di essere raccontata...

Dalle colonne del Tampa Bay Times di oggi, apprendiamo ad esempio quella che unisce due attuali giocatori dei Bucs, il veterano Dashon Goldson ed il rookie Robert Herron...

Quest'ultimo, il WR matricola da Wyoming, subito dopo essere stato draftato da Tampa Bay ha inviato a Dashon Goldson un breve sms il cui significato "riceverai il prima possibile un paio di scarpe da football", potrebbe sembrare senza senso, a chi non conoscesse l'episodio che adesso andiamo a raccontare...

Robert Herron è cresciuto in una zona poco fortunata di Los Angeles, il padre era in prigione e la sua adolescenza non è stata - per usare un eufemismo - delle più semplici. Quando anche la madre non potè più prendersi cura di lui, fu una zia ad occuparsene.

Per cercare di tenerlo fuori dai guai e lontano da amicizie troppo pericolose, fu proprio la zia a farlo avvicinare allo sport. Prima all'atletica, considerate le doti naturali di sprinter del ragazzo, e poi al football. Ivan Stepehnson, allenatore di Herron ai tempi dell'High School, acconsentì di farlo allenare durante l'estate al fianco di giocatori professionisti, per vedere se questo ragazzo dalla velocità fuori dal comune potesse avere, un domani, una qualche possibilità di fare del football qualcosa di più di un semplice passatempo.

Ed ecco l'ingresso in scena di Dashon Goldson...

La safety ex '49ers, anch'egli originario di Los Angeles, aveva da poco terminato al sua prima stagione da professionista con la maglia di San Francisco, e si stava allenando proprio in quella stessa palestra, per mantenere una buona condizione fisica anche durante l'offseason.

Goldson notò quel ragazzino velocissimo che si allenava per conto suo e si rese conto che l'impegno che ci stava mettendo era teso a realizzare uno scopo ben preciso... ma con un vecchio paio di logore scarpe da tennis ai piedi, Herron non sarebbe mai stato in grado di raggiungere alcun obiettivo... affinché il sogno di arrivare in NFL si potesse realizzare, occorreva innanzi tutto disporre di un'attrezzatura degna di questo nome, a partire proprio dalle scarpe... 

Goldson si diresse verso la sua macchina, e tornò da Herron con in mano un paio di scarpe da football Nike, black & white, nuove di zecca. Scarpe da professionista, altro che quelle vecchie e logore scarpette che il ragazzino veloce come una saetta aveva ai piedi...

Herron accettò il regalo e ringraziò Goldson, ma aggiunse una promessa: "quando anch'io sarò un professionista, ti restituirò il favore..."

Poco tempo dopo questo incontro, le cose cambiarono per Herron, che non ebbe più bisogno a lungo delle scarpe donategli da Goldson. Ottenuta una borsa di studio dall'Università di Wyoming, il ragazzino dei sobborghi malfamati di LA  non dovette infatti più preoccuparsi di trovare un paio di scarpette adatte per giocare a football...

Ma furono proprio le scarpe di Goldson quelle che Herron utilizzò nell'estate del 2010, per allenarsi in vista del suo anno da freshman a Wyoming. Tutto il resto, come si dice in questi casi, è storia. Messosi in mostra come WR velocissimo e dalle buone mani, i Tampa Bay Buccaneers lo hanno scelto al settimo giro del draft appena concluso, ed ora Dashon Goldson e Robert Herron sono compagni di squadra.

I due si sono già incontrati e parlati, nello spogliatoio dei Bucs , e il rookie dice che: "It's crazy that we're on the same team right now," Herron said. "From looking up to somebody, now you're playing with him."

Adesso, Herron sa benissimo cosa deve fare, per mantenere una promessa che risale a quattro anni fa: consegnare al suo compagno di squadra Dashon Goldson un paio di scarpe da football Nike, black & white, nuove di zecca...

domenica 18 maggio 2014

Rilasciato il TE Tom Crabtree

Il TE Tom Crabtree
Con l'arrivo del veterano TE Brandon Myers nel corso dell'offseason e l'utilizzo della seconda scelta del recente draft per portare a Tampa un altro TE, l'interessantissimo rookie Austin Seferian-Jenkins, era evidente che i veterani Crabtree e Stocker fossero in pericolo di taglio, e infatti...

E' stato ufficializzato ieri il taglio del TE Tom Crabtree; lo stesso giocatore ha annunciato la notizia via-twitter. Con grande classe, Crabtree ha comunque ringraziato coach Lovie Smith per avergli dato una possibilità e ha fatto un sincero in bocca al lupo alla sua ormai ex squadra. Ecco il tweet dell'ex TE dei Bucs:
“I've been released. Thank you to Lovie and the rest of the new staff for giving me a shot. That's a great group of guys. Expect big things.”

Crabtree era stato ingaggiato lo scorso anno, ed il suo arrivo si sperava potesse rinforzare un reparto "storicamente" debole per Tampa Bay, quello dei TE. Purtroppo un serio infortunio alla caviglia rimediato nel corso dell'ultima partita di preseason lo costrinse a saltare la prima parte della stagione; un altro infortunio, questa volta di tipo muscolare, mise poi fine anzitempo al suo campionato, costringendolo a fine novembre ad entrare nella Injured Reserve.

Per Crabtree dunque solo qualche sporadica apparizione, in una squadra peraltro allo sbando come erano i Bucs dell'anno scorso, e che aveva trovato (a sorpresa) nel rookie Tim Wright l'indiscusso protagonista nel ruolo di Tight End.

Bloccatore e ottimo elemento per lo ST, Crabtree è stato dunque il primo dei TE a roster ad essere tagliato da coach Smith. Il prossimo a rischiare la stessa sorte di Crabtree è l'altro veterano, Luke Stocker, giunto ormai al quarto anno tra i PRO ma senza mai avere avuto modo, anche a causa di ripetuti infortuni, di dimostrare di valere la quarta scelta che i Bucs utilizzarono - tra l'altro facendo anche trade up - nel draft del 2011.

sabato 17 maggio 2014

Mike Evans subito protagonista, al mini-camp dei rookie

Mike Evans riceve con una mano sola...
Ha avuto luogo ieri a One Buc Place la prima giornata del mini-camp che ha visto la partecipazione dei vari rookie dei Bucs. Ottima impressione ha destato la prima scelta di Tampa Bay, Mike Evans, che al di là della ricezione "da circo" a una mano immortalata nella foto qui a fianco, si è mosso molto bene confermando, ammesso che ce ne fosse bisogno, di essere in possesso di numeri e qualità molto interessanti.

Queste, dal sito ufficiale dei Bucs, le prime impressioni di coach Lovie Smith, a proposito della prima scelta, il WR Mike Evans:
"You talk to the players about doing something to make the coaches notice them, and seeing how guys can perform on the center stage," said Smith. "Great catch by Mike Evans out there today, but he's been doing that all week. He's a good football player."

Ancora l'Head Coach, sempre a proposito di Evans:
"He has excellent hands; you saw that in college," said Smith. "So we haven't been surprised about an awful lot [Evans has done]. You take a player that high in the draft, you expect to see some spectacular plays from him, and we've gotten that. When you draft a player that high, you expect him to do a little bit more than just the ordinary. We've seen Mike do that. Mike had a great college career, made a lot of plays like that, and a lot of times what you see in college you get a chance to see at the next level, too."

Queste invece le prime dichiarazioni rilasciate dall'ex giocatore di Texas A&M:
"I think all the rookies are equal," he said. "Just because we were drafted in Round One or Round Two, it doesn't really matter. I'm just going to go out here and compete like everybody else. I just want to learn the offense as fast as possible and get up to speed with the rest of the guys," said the rookie. "I just want to be the hardest worker I can be and the greatest teammate I can be."

Sono Edwards ed Herron i primi rookie a firmare

Edwards ed Herron mentre siglano i rispettivi contratti
Iniziano ad arrivare le prime firme ufficiali, da parte dei rookie draftati dai Bucs la scorsa settimana.

Nella giornata di ieri hanno siglato il loro primo contratto da professionisti la G Kadeem Edwards ed il WR Robert Herron, ciascuno dei quali ha firmato con Tampa Bay un accordo della durata di quattro anni.

I rookie possono allenarsi, nel corso della offseason, con la squadra che li ha draftati anche prima di avere firmato un contratto; diverso è il discorso relativo al "training camp", per partecipare al quale è invece necessaria da parte delle "matricole" avere siglato ufficialmente un accordo.

venerdì 16 maggio 2014

Inizia oggi il primo mini-camp dei rookie

Il RB rookie Charles Sims
E' previsto per la giornata di oggi l'avvio del primo mini-camp che riguarderà tutti i rookie dei Tampa Bay Buccaneers, sia quelli "scelti" nel corso delle tre giornate al Radio City Music Hall che i cosiddetti "undraftted".
Soprattutto questi ultimi saranno attentamente valutati ed esaminati dai vari allenatori, perché se è scontato che i rookie scelti al draft li rivedremo al training camp e, verosimilmente, nei 53 che andranno ad iniziare la stagione, tra gli "undrafted" sarà lotta all'ultimo sangue per riuscire ad emulare le gesta di Leonard Johnson nel 2012 o di Tim Wright nel 2013, che pur senza passare per il draft sono riusciti a guadagnarsi un posto in squadra (e anche un ruolo di un certo rilievo, per quanto riguarda Wright).
Oltre ai rookie regolarmente "scelti" e agli "undrafted", parteciperanno al camp odierno anche una ventina di "tryout players", con ben cinque rappresentanti del college che a Tampa è "di casa", University of South Florida. Eccone l'elenco completo, tratto dal sito ufficiale. Ne rivedremo almeno uno di questi giocatori, nel roster che a settembre andrà ad iniziare la stagione? Molto, molto difficile, ma non impossibile... 
Bar'ee Boyd
LB
Western Kentucky
Chris Burnette
G
Georgia
Galen Clemons
DT
Massachusetts
Cliff Crews
LB
South Alabama
Julius Forte
DE
South Florida
Chase Garnham
LB
Vanderbilt
Kenarious Gates
T
Georgia
Ryne Giddins
DE
South Florida
Cory Henry
DE
Florida Atlantic
Drew Howell
LS
Oregon
Toney Hurd
CB
Texas A&M
Jacquez Jenkins
S
South Florida
Jamel Johnson
TE
Alabama State
Mark Joyce
S
South Florida
Pete Kontodiakos
P
Colorado State
Dylan Lynch
K
Jacksonville
Chris Parks
CB
SMU
Brandon Salinas
CB
South Florida
David Sims
FB
Georgia Tech
Taylor Sloat
TE
California-Davis
Jeremy Smith
RB
Oklahoma State
Kirby Van Der Kamp
P
Iowa State
Mike Yerry
LS
UNC-Pembroke

mercoledì 14 maggio 2014

Josh McCown: "Glennon? Farà una grande carriera"

Josh McCown e Mike Glennon
Rinunciando a draftare un quarterback, Lovie Smith ha chiarito in maniera definitiva che sarà l'accoppiata McCown-Glennon a costituire il reparto dei QB dei Bucs edizione 2014.

Al massimo, ci potrà essere spazio per un terzo QB (Mike Kafka o Brett Smith), ma è evidente che saranno proprio McCown e Glennon i due giocatori che al training camp si contenderanno il ruolo di starter, sebbene Lovie Smith abbia già indicato in McCown il QB che al momento è da considerarsi il titolare del ruolo in questione.

Proprio Josh McCown ieri ha incontrato al stampa, rilasciando alcune dichiarazioni relative - in particolare - al suo più giovane compagno di reparto. Ecco una breve sintesi delle dichiarazioni di McCown, tratte dal Tampa Bay Times.

Che ne pensa dunque il veterano McCown del secondo anno Mike Glennon? Ecco cosa ha dichiarato l'ex QB dei Chicago Bears:
"My hope is that one day Mike Glennon is a Hall of Famer,'' McCown said. "I take great pride in saying you had a small part of in that, man. He has everything out in front of him, so it's just a helping him and making him better. Whenever that time is, that time is. He pushes me and I'm just trying to bring him along and make him better. I think that's good for the Bucs. That's good for our team. Whenever you have two guys pushing and working with other, both parties wanting the best for the team, you can capture something special. That's the hope for Mike and I and I think he's got a real, real bright future. He's super talented, he's a hard worker, he's really sharp and he's going to have a great career.''

Ma quali sono nel dettaglio i pregi di Glennon che hanno colpito maggiormente McCown?
"I just like his skill set,'' McCown said. 'He throws the ball well. His arm strength obviously is well above average. He can spin it, man. He can really spin it. And he's a hard worker, he loves football. You have to have that at that position and he's intelligent. It's just a matter of time for him. He's doing really, really good.

Terminati gli elogi a Glennon, McCown si è poi detto grato per l'opportunità offertagli da Smith, che non solo gli ha fatto sottoscrivere un ricco biennale ma che gli ha affidato il il ruolo di QB starter e di "mentore" del giovane Glennon. Parola ancora a McCown:
"I don't know if you can be a bridge to yourself. I've said this over and over again, the perspective from me is this is an awesome opportunity,'' McCown said. "From where this jouney has taken me, I'm excited about having the opportunity to start for this team...It's humbling.''

Sempre nella giornata di ieri anche coach Lovie Smith ha avuto occasione di ribadire un concetto già espresso più volte in questi ultimi giorni: McCown  è da considerarsi il "presente" dei Bucs, ma è Mike Glennon a rappresentare il "furutro" di Tampa Bay:
“I made it clear right away that Josh McCown is our starter, which he is,” Smith said during an interview on WDAE (620 AM). “And hopefully for quite a few years he will be. And I said I really like Mike Glennon. Mike’s a young player coming up. In an ideal situation you don’t want young players to have to come in and start right away, you want them to be around an established veteran.”

Togliere pressione dalle spalle di Glennon e affidargli il ruolo di backup alle spalle del veterano McCown rappresenta, per coach Smith, la situazione migliore per il secondo anno da NC State:
“This is the best situation for Mike Glennon to be in,” Smith said. “He is our quarterback of the future. He will play for us some day and he’ll play good football. But there’s a progression you have to go through.”

Certo che se si scoprisse che il "franchise QB" ce l'avevamo in casa, alla fine dovremmo ringraziare nientemeno che quel "fenomeno" di Greg Schiano, l'unico a credere nelle qualità di Glennon al punto di draftarlo - a sorpresa - al terzo giro dello scorso draft... !

Intanto, da segnalare lo sfoltimento del reparto dei RB con il taglio di Michel Smith e la firma di un altro undrafted rookie, il LB Steven Jenkins da Texas A & M.

martedì 13 maggio 2014

Brett Smith, non esattamente un "franchise QB"...

Il QB Brett Smith
A draft terminato, lo possiamo dire: quel vecchio volpone di Lovie Smith si era divertito, nelle settimane che hanno preceduto le scelte dei nuovi rookie, a innalzare metri di cortine fumogene, "smokescreen" che neanche il Raheem Morris del 2009, che pure per mascherare la volontà di draftare Freeman aveva ingaggiato Byron Leftwich allo specifico scopo di mascherare l'intenzione di scegliere un QB....

Dichiarazioni di segno opposto, ma sempre di smokescreen si trattava,  per Lovie: "Al draft sceglieremo il prossimo franchise QB" aveva ripetuto più volte l'ex HC dei Bears, lasciando intendere - a chiare lettere, non certo velatamente - che Mike Glennon non rientrava nei piani nè suoi nè in quelli dell'OC Tedford e che dunque per il buon Mike i giorni a Tampa erano destinati a concludersi proprio in concomitanza del draft, nel corso del quale una trade avrebbe senz'altro visto protagonista il QB da NC State...

E invece no: nonostante un draft offensivo al 100%, nessun rookie scelto da Licht e Smith è un QB, e tutto sommato direi che è stato giusto così: con un veterano di esperienza (McCown) e un giovane il cui potenziale è ancora tutto da scoprire (Glennon) non c'era onestamente un bisogno primario di un altro QB, quanto di rinforzare altri reparti. Niente altro che "smokescreen", dunque, e cioè chiacchiere tese a nascondere gli interessi reali dei Bucs e a confondere le idee alle altre squadre sulle effettive strategie di Tampa Bay.

A dire il vero, però... un nuovo QB è arrivato ai Bucs, dopotutto! Anche se sembra un po' (tanto) difficile che l'undrafted rookie Brett Smith, compagno di squadra a Wyoming della sesta scelta Herron, possa mai diventare un franchise QB... anzi, sarebbe già tantissimo se alla fine Smith riuscisse a strappare a Mike Kafka il ruolo di terzo quarrterback alle spalle di McCown e Glennon.

Il Tampa Bay Times riporta alcune dichiarazioni rilasciate da Brett Smith; e subito è inevitabile parlare della "connectuion" che lega il QB Smith al WR Herron, due prodotti di Wyoming approdati a Tampa; ecco a questo proposito le parole di Brett Smith:
"We talked about this since we first got to college," said Smith, who ran a 40-yard dash in 4.51 seconds at his pro day, 0.1 better than the fastest quarterback at the combine. "So it's pretty amazing we're at the same place."

Brett Smith è convinto di avere un futuro nell'NFL e farà di tutto per dimostrare al CS quelle che sono le sue effettive qualità:
"I take a lot of pride in my work ethic," Smith said. "I want to show them how important this is to me, how much it means to me to be on this team, to fulfill whatever role they want me to."

Alto 1,85 m. per 93 kg., Smith è reduce da una stagione di college football nel corso della quale non sono mancati i momenti da ricordare; ad esempio - nonostante la sconfitta per 34-37 - le  383 yards e i 4 TD lanciati contro Nebraska, o la vittoria in overtime per 59-56 contro Hawaii, in cui Brett guidò il suo attacco a guadagnare 640 yards di total offense, di cui 498 su passaggio con 7 TD pass e anche 1 TD su corsa...

Ecco, la vita tra i PRO sarà un po' più dura per Brett Smith, che non incontrerà più avversari "collaborativi" come Hawaii; ma come dicevamo prima, se a settembre l'ex QB di Wyoming sarà riuscito ad entrare tra i 53 che inizieranno la stagione avrà già raggiunto un grande risultato;  per il "franchise QB", invece, se ne riparlerà eventualmente tra un anno, in occasione del draft 2015 (a meno che, un po' a sorpresa, non si scopra di avercelo in casa il QB del futuro: Mike Glennon!).

lunedì 12 maggio 2014

Che draft è stato? Parlano Jason Licht e Lovie Smith

Mike Evans con Jason Licht e Lovie Smith
Che draft è stato quello conclusosi un paio di giorni fa, per i Tampa Bay Buccaneers?

A cercare di dare una risposta ci provano direttamente i due "autori" del draft dei Bucs, e cioè i responsabili delle chiamate che hanno portato i 6 nuovi rookie a One Buc Place.

Direttamente dal sito ufficiale, il GM Jason Licht e l'HC Love Smith hanno risposto a quelle domande che un po' tutti noi tifosi ci siamo fatti, dal perché alla fine non sia stato scelto quel QB che sembrava dovesse essere l'obiettivo principale del draft dei Bucs, alle ragioni per cui la linea offensiva sia stata sì rinforzata, meno però di quanto fosse lecito aspettarsi...

Parola dunque a Licht & Smith, con una sintesi delle loro dichiarazioni "virgolettate" tratte da Buccaneers.com, che qui trovate tradotte in italiano (la versione integrale, e in inglese, si trova come detto sul sito dei Bucs).

Jason Licht

(Sul futuro di Mike Glennon con Tampa Bay)
“Siamo tutti molto contenti di Mike, anche Josh (McCown) è entusiasta di Mike. E a proposito di Josh, si parla spesso della sua leadership. McCown è davvero un allenatore in più e sta lavorando affinché Mike possa migliorare e la cosa sta funzionando. C'è molto interesse per Mike (da parte di altre squadre) ma vogliamo che lui rimanga con noi. Vogliamo continuare a lavorare con Mike e siamo molto fiduciosi circa il suo futuro. So che nella Lega Mike gode di ottima reputazione e in molti credono che abbia prospettive molto interessanti davanti a sè".

(Sulla profondità del reparto delle Guardie)
"Oggi siamo messi meglio, ma oggi abbiamo solo sistemato un pezzo del puzzle... abbiamo la offseason, abbiamo la preseason, abbiamo i camp e dovremo sfruttare tutte le opportunità per continuare a cercare di migliorare questo reparto. Roma non fu costruita in un giorno, e anche qui di lavoro da fare ce n'è ancora molto".

(Sull'avere scelto solo giocatori dell'attacco)
"C'erano alcuni reparti in cui volevamo migliorare. Sentivamo di dover sfruttare il draft per diventare più grossi, più veloci, e più atletici. Josh McCown dopo il draft mi ha inviato questo sms: "Se per quest'anno a Natale volevi ricevere qualcosa di più di una semplice cartolina di auguri, missione compiuta!" Josh è soddisfatto del lavoro che il nostro staff ha fatto. E so che lo stesso discorso vale anche Mike Glennon, anche lui davvero molto contento del nostro draft".

(Sulla situazione a livello di RB, dopo l'arrivo di Charles Sims)
"Il nostro piano, a livello di RB, per adesso è quello di portarli tutti quanti al training camp. Stiamo cercando di valutare quali siano le soluzioni migliori per noi e comunque non c'è fretta di separasi da qualcuno che potrebbe essere ancora un pezzo importante della nostra squadra."


Lovie Smith 

(Sul tipo di draft svolto dai Bucs) 
"Non avevamo pianificato di portare a termine un draft tutto "offensivo" ma avevamo un ranking dei migliori prospetti che volevamo seguire e sono davvero molto soddisfatto di tutti e sei i giocatori che abbiamo scelto. Cominciando, ovviamente, da Mike Evans per finire con Robert Herron. Sapevamo che uno dei nostri need principali riguardava la posizione del ricevitore ma siamo stati in grado anche di aggiungere altri buoni giocatori, ad esempio a livello di TE con Austin Seferian-Jenkins, un ragazzo che non potevamo lasciarci sfuggire".

(Sul draft relativo alla linea offensiva)
"A proposito della linea offensiva, avevamo un piano preciso. Sapevamo che dovevamo colmare un need ben definito, relativo alla nostra OL. George Warhop (il coach della OL) ha svolto degli allenamenti prima del draft con Edwards e ne è rimasto entusiasta. Kevin Pamphile è venuto qui prima del draft e abbiamo avuto la possibilità di vederlo; ci siamo resi conto che si tratta davvero di un buon prospetto per quella posizione".
"Dopo il primo giorno del draft, in cui non avevamo rinforzato la OL, c'era un po' di preoccupazione. Persino mio nipote era un po ' preoccupato per la situazione della linea offensiva, proprio come voi ragazzi (rivolgendosi ai giornalisti). Ma ancora una volta, avevamo un piano, siamo stati in grado di affrontare la situazione, e comunque non sono tutti giocatori scelti al primo round quelli che poi finiscono a giocare da titolari in una linea offensiva, e questi due giocatori che abbiamo draftato (Edwards e Pamphile) hanno la possibilità di fornire un contributo importante".

(Sull'aver visionato molti QB prima del draft e avere dato fiducia a Mike Glennon)
"Abbiamo visionato molti giocatori in ruoli diversi, prima del draft. Abbiamo usato tutti questi incontri perché volevamo renderci conto di cosa ci fosse là fuori. E quando si ha la possibilità di fare dei paragoni e dei confronti, è bene sfruttare l'occasione. Abbiamo visionato tanti buoni quarterback e molti di loro potranno giocare, e a buon livello, in NFL. Ma non ho avuto la possibilità di conoscerli davvero e vederli in azione come ho invece visto Glennon, che ha tutte le qualità che si richiedono a un QB di valore... confermo che è Josh McCown il nostro QB starter, ma apprezzo molto Mike Glennon che credo abbia ottime possibilità di avere una carriera molto buona in NFL".

(Sulle qualità principale del WR Robert Herron)
"La qualità principale di Herron? 4.31 sulle 40 yards... grande velocità, ottima rapidità. Mi ha detto che sta lavorando anche sui ritorni di punt. Marcus Arroyo, il nostro allenatore dei QB, lo ha allenato a Wyoming, quindi sapevamo un po' di cose su questo giocatore. Herron ci dà una dimensione diversa. Si guarda a Vincent, si guarda a Mike - ricevitori grandi e veloci - ma quello che ci serviva nello slot era un giocatore proprio come Herron, dotato di quella sua particolare rapidità".

domenica 11 maggio 2014

Undrafted rookie, ecco quelli firmati dai Bucs

Brett Smith, QB da Wyoming
Concluso il draft più "offensivo" di sempre nella storia dei Tampa Bay Buccaneers, dato che mai era accaduto che tutte le scelte venissero utilizzate solo per l'attacco e nessuna per la difesa, è ora il tempo delle firme degli "undrafted" rookie, di coloro cioè che nessun team ha draftato nel corso dei sette round svoltisi tra giovedì e sabato.

Il Tampa Bay Times riporta le firme di ben 16 "undrafted" da parte dei Bucs; è ovviamente molto difficile riuscire a trovare giocatori di un certo spessore tra i rookie undrafted, va però ricordato come negli ultimi due anni i Bucs abbiano avuto la capacità (e anche la fortuna) di firmare come undrafted un paio di giocatori poi rivelatisi delle piacevoli sorprese, e cioè il CB Leonard Johnson nel 2012 e il TE Tim Wright nel 2013....

Ma vediamo nel dettaglio chi sono gli undrafted che lotteranno per guadagnarsi un posto nel roster dei Bucs:

- Brett Smith, QB, Wyoming
- Steven Jenkins, LB, Texas A&M
- Nate Askew, LB, Texas A&M
- Toney Hurd jr., CB, Texas A&M
- Aaron Burks, WR, Boise State
- Solomon Patton, WR, Florida
- Chaz Sutton, DE, South Carolina
- Josh Allen, C, Louisiana-Monroe
- Keith Lewis, CB, Virginia-Lynchburg
- Euclid Cummings, DT, Georgia Tech
- Chris Burnette, OG, Georgia
- Mykal Swain, S, Eastern Michigan
- Jeremy Smith, RB, Oklahoma State
- Dylan Lynch, P, Jacksonville
- Matt Patchan, OL, Florida
- Ryne Giddins, DE, USF

Il QB Brett Smith (alla fine dunque è arrivato, un QB, anche se non esattamente un "franchise QB"...) ritroverà a One Buc Place il "suo" ricevitore ai tempi di Wyoming, la sesta scelta Robert Herron, mentre ci sono ben tre giocatori provenienti da Texas A&M, lo stesso college di Mike Evans. Le firme dei vari undrafted hanno portato il roster dei Bucs a superare la soglia massima dei 90 giocatori, per cui sono attesi nei prossimi giorni i tagli di alcuni dei veterani.

sabato 10 maggio 2014

Si chiude il draft, ecco i rookie scelti dai Bucs

Edwards e Pamphile, i due OL scelti al quinto giro
Dopo le prime due giornate del draft 2014, nel corso delle quali Smith e Licht avevano portato a Tampa il WR Miek Evans (1° giro), il TE Austin Seferian-Jenkins (2° giro) e il RB Charles Sims (3° giro), si è da poco conclusa per i Bucs l'ultima tornata di questo draft...

Ecco chi sono i rookie scelti dai Bucs al quinto e al sesto giro, dato che al quarto round Tampa Bay non aveva scelte, mentre la pick del settimo è stata inviata a Buffalo nell'ambito di una trade...

Quinto giro:
Con la chiamata n. 143 overall è arrivata finalmente la tanto sospirata guardia... quando Smith e Licht hanno effettuato la scelta era ancora disponibile un nome di un certo rilievo, quello di David Yankey da Stanford; ma HC e GM gli hanno preferito un'altra OG, Kadeem Edwards da Tennessee State. Yankey è poi finito ai Vikings che hanno chiamato il giocatore due chiamate dopo quella dei Bucs. Speriamo che in futuro non ci si debba pentire di avere bypassato un prospetto come Yankey a favore del meno quotato Edwards...

I Bucs hanno poi fatto una trade con Buffalo, ottenendo dai Bills un'altra scelta sempre al quinto giro (n.149 overall) e cedendo ai Bills la propria scelta al settimo giro del draft di quest'anno più una delle due che i Bucs avevano al quinto giro del draft dell'anno prossimo (Tampa ha ceduto la propria e mantenuto quella ricevuta dai Ravens ottenuta in cambio di Zuttah). Il giocatore scelto da Tampa Bay nell'ambito di questa trade è stato un altro uomo di linea offensiva, l'OT Kevin Pamphile, in grado comunque di ricoprire anche il ruolo di guardia.

Per Pamphile vale a maggior ragione quanto detto per Edwards; si tratta di un giocatore non particolarmente quotato, un prospetto che andrà "sgrezzato" e su cui bisognerà lavorare molto, ma del resto al quinto giro non è che si possa sperare di trovare ancora disponibili quelli che sulla carta erano considerati i rookie più interessanti...

L'auspicio è che entrambi questi giocatori, sia Edwards che Pamphile, possano far registrare progressi importanti grazie alle cure del Coaching Staff, e che si rivelino entrambi in grado di fornire un contributo di un certo rilievo per un settore importante come la linea offensiva, che forse sarebbe stato opportuno cercare di rinforzare prima e meglio, per esempio impiegando in maniera differente quel terzo giro usato per draftare un RB (come è già stato detto, non si discute il potenziale - notevole - di Charles Sims quanto l'opportunità di usare un terzo giro per draftare un giocatore per l'unico reparto che non necessitava in maniera urgente di particolari rinforzi...)

Sesto giro:
Al sesto giro è arrivato un altro WR, Robert Herron da Wyoming. Herron, alto 1,75 per 85 kg, è dotato di grande velocità e potrebbe rivelarsi utile anche come ritornatore di punt e kick-off. Leggendo sui vari siti specializzati quelli che dovrebbero essere i suoi punti di forza (e quelli deboli), emerge il ritratto di un giocatore che non sembra un fenomeno ma che comunque dovrebbe essere in grado di trovare posto nel roster definitivo dei 53 che andranno ad iniziare la stagione, considerate anche le sue particolari caratteristiche fisiche (ricevitore "piccolo" e molto veloce) che dovrebbero consentirgli di integrarsi bene con le "torri" Jackson, Evans e Seferian-Jenkins.

Infine, ecco il riassunto del draft 2014 dei Tampa Bay Buccaneers, prima volta nella quarantennale storia dei Bucs cui tutte quante le scelte a disposizione sono state utilizzate solo ed esclusivamente per draftare giocatori dell'attacco... a prima vista, alcune mosse sembrano molto buone (soprattutto le prime due chiamate) e altre decisamente più discutibili (un RB al terzo round, avere scelto Edwards con Yankey ancora disponibile...), anche se sarà possibile stabilire solo sulla base dell'impatto che questi giocatori avranno su un campo da football - e quindi tra parecchi mesi - la "bontà" del primo draft in Red and Pewter orchestrato da Lovie Smith e Jason Licht...

RD.
PICK
PLAYER
POS.
COLLEGE
1
7
Mike Evans
WR
Texas A&M
2
38
Austin Seferian-Jenkins
TE
Washington
3
69
Charles Sims
RB
West Virginia
5
143
Kadeem Edwards
OG
Tennessee St.
5
149
Kevin Pamphile
OT
Purdue
6
185
Robert Herron
WR
Wyoming

Draft, presi Seferian-Jenkins (TE) e... Sims (RB)!

I giocatori scelti al secondo e terzo giro: Seferian-Jenkins (TE) e Charles Sims (RB)
Credo che una buona parte dei tifosi dei Bucs (compreso il sottoscritto) sia rimasta un po' spiazzata dalle decisioni prese da Smith e Licht nella seconda giornata del draft...

Se infatti può essere ampiamente condivisibile l'idea di utilizzare la seconda scelta per acquisire un prospetto molto interessante come il TE Austin Seferian-Jenkins, lascia veramente senza parole la bizzarra trovata di utilizzare l'ultima scelta "importante" dei Bucs, e cioè quella al terzo giro (ricordo che al quarto round non avremo nessuna pick) per portare a Tampa un RB, quindi per rinforzare uno dei pochi reparti in cui semmai c'era già fin troppa abbondanza...

E la linea offensiva? E la difesa? Mah...

Davvero non c'era proprio alcun bisogno di scegliere una guardia di valore? Sarà sufficiente "rattoppare" la OL con le scelte che ci rimangono al quinto, sesto e settimo giro? Voglio pensare che - evidentemente - Carl Nicks sia guarito al 100%, cosa che mi lascia comunque qualche dubbio dato che sino a pochi giorni fa si parlava di carriera seriamente a rischio, per l'ex guardia dei Saints...

E soprattutto, ma ci serviva proprio un altro RB? Anche qui si può ipotizzare che Doug Martin e Mike James non siano guariti dai rispettivi seri infortuni che li hanno colpiti nel corso della scorsa stagione, anche se proprio Doug Martin, ad esempio, aveva dichiarato pochi giorni fa di essere perfettamente guarito dai suoi problemi fisici, e comunque un infortunio come il suo, alla spalla, non dovrebbe essere poi così penalizzante, dato che parliamo di un RB e non di un WR, premesso che il KO alla spalla rimediato da Doug era sì grave ma non così devastante, dato che addirittura si ipotizzava un suo possibile recupero nel finale della scorsa stagione...

L'arrivo di Mike Evans e Austin Seferian-Jenkins aveva davvero portato entusiasmo, a cui ora si aggiunge un po' di perplessità per questa inattesa terza scelta... di sicuro comunque questi due nuovi rookie, sia il WR che il TE, oltre ad essere giocatori dalle ottime referenze hanno entrambi una struttura fisica importante, dato che sfiorano i due metri per oltre 100 kg; sarà interessante vedere se e come  le difese avversarie riusciranno a contrastare - anche fisicamente, non solo tecnicamente - questo brillante trio offensivo costituito da Vincent Jackson e dai due nuovi rookie, Evans e Seferian-Jenkins... "tre torri" che promettono molto bene.

A livello di TE l'arrivo di Seferian-Jenkins si spera possa mettere fine a una situazione che per tanti anni, nel ruolo in questione, è stata a dir poco precaria. Non dico che l'ultimo TE davvero importante sia stato Jimmie Giles, ormai una trentina di anni fa, ma quasi....! Di recente abbiamo visto buoni giocatori dal fisico quasi a pezzi e dalla testa semivuota (Kellen Winslow) o altri mediocri e quasi sempre infortunati (Luke Stocker), e solo l'ultimo anno si è vista un po' di qualità a livello di TE con l'esplosione di Tim Wright.

Adesso a roster ce ne sono anche troppi di TE, dato che oltre a Seferian-Jenkins abbiamo Stocker, Crabtree, Wright e Myers e sarà interessante vedere chi fra questi verrà tagliato (credo che rischi parecchio il sempre infortunato Stocker, una quarta scelta spesa proprio male nel draft del 2011).

In quanto al RB... davvero, non so cosa dire: a roster abbiamo già Doug Martin, Mike James, Bobby Rainey, Michael Smith e Jeff Demps. Anche nel caso in cui Demps venisse "convertito" in WR, di giocatori in grado di portare la palla ne rimarrebbero anche troppi (e dalla qualità più che discreta se non, per Doug Martin, ottima) per cui faccio proprio fatica a capire le motivazioni che hanno spinto un coach di buon senso come Lovie Smith a utilizzare questa scelta per draftare un giocatore in un ruolo in cui la squadra era già ampiamente coperta...

Non discuto il valore di Sims, ottimo ad esempio a ricevere il pallone nel backfield e giocatore dal potenziale molto interessante, dico solamente che quella del RB non era una priorità per i Bucs, considerati i tanti need che ora non so come faremo a colmare... e come dicevo prima, auguriamoci che Carl Nicks sia guarito e sia in grado di giocare ad alto livello tutte e 16 le partite della prossima stagione, altrimenti poi chi li aprirà i varchi nelle difese avversarie, a Sims e soci...?!

venerdì 9 maggio 2014

Smith a sorpresa: "E' Glennon il QB del futuro!"

L'HC dei Bucs, Lovie Smith
In attesa della seconda giornata del draft, e di sapere chi saranno i rookie che da stanotte andranno a far compagnia all'ottimo Mike Evans scelto da Tampa Bay al primo giro con la pick n.7 overall, quest'oggi sono però alcune dichiarazioni "a sorpresa" rilasciate dall'HC Lovie Smith a tenere banco...

Ricorderete che in queste settimana di vigilia del draft, si erano sprecate le affermazioni più o meno esplicite di coach Smith relativamente al "franchise QB", alla volontà cioè di draftare un quarterback del futuro, da far crescere all'ombra del veterano McCown ed a cui affidare tra un anno la guida della squadra. 

Tutto questo, con buona pace di Mike Glennon, relegato da Smith e dall'OC Tedford al ruolo di backup praticamente sin dal loro insediamento a Tampa al posto di Schiano e Suliivan, i precedenti HC e OC che invece "stravedevano" per il prodotto da NC State....

E dunque in tanti, stando delle parole di Smith, ritenevano che ieri i Bucs sarebbero andati su un QB, e i nomi di Manziel, Bridgewater, Carr e Bortles erano stati spesso avvicinati a Tampa Bay nei vari "mock draft", e si era fatta strada l'ipotesi che i Bucs potessero utilizzare addirittura la prima scelta per draftare "the next franchise QB".

Ebbene... contrordine! ;-) 

Nella serata di ieri Lovie Smith ha infatti rilasciato dichiarazioni molto nette e di segno diametralmente opposto, affermando che invece sarà proprio Mike Glennon il QB del futuro dei Tampa Bay Buccaneers. Ecco le parole dell'HC, comparse su ProFootballTalk.com e riprese anche dal sito ufficiale dell'NFL:
“Just talking about our quarterback position: our quarterback position is as strong as, to me, any quarterback position I’ve had when I’ve been a head coach. You know how much I like Josh McCown as our starter here, but I love Mike Glennon. Mike Glennon is our quarterback of the future here. Why would we want to add a third quarterback to the mix? We needed other positions and forget just a quarterback position — yeah, we like it, but we thought this was the best available player for us [in Mike Evans]. It was an easy decision for us.”


Davvero una giravolta di 360 gradi da parte del nostro HC.... ma del resto si sa che in attesa del draft si sprecano le cosiddette "cortine fumogene", quegli "smokescreen" che hanno il solo scopo di nascondere alle squadre avversarie i propri veri obiettivi in vista del fatidico giorno in cui le scelte verranno ufficializzate....

Personalmente non mi dispiace che le rimanenti scelte che i Bucs avranno a disposizione in questo draft vengano utilizzate per rinforzare reparti diversi da quello del QB e tutto sommato credo sia giusto dare a Glennon - dopo una stagione da rookie non così negativa, considerando i mille problemi dei Bucs 2013 - l'opportunità di mostrare le proprie capacità sotto la guida di un coaching staff di ben altro spessore rispetto a quello (limitiamoci a definirlo "approssimativo"...) che l'anno scorso sulla sideline dei Bucs ne ha combinate davvero di tutti i colori....

Stasera dunque niente QB per i Bucs, a meno che le dichiarazioni di ieri rilasciate da coach Lovie Smith non siano nient'altro che l'ennesimo "smokescreen" di questo draft 2014... anche se, a forza di "cortine fumogene", il rischio è quello di mandare in frantumi la propria credibilità, più che confondere le idee ai GM degli altri team....! ;-)

E' il WR Mike Evans la prima scelta dei Bucs!

Il WR Mike Evans con il Commissioner NFL Roger Goodell
E' stato dunque il WR Mike Evans, 21 anni da Texas A&M, la prima seclta dei Tampa Bay Buccaneers in questo draft 2014! Ricevitore dal fisico notevolissimo (1,96 m, 105 kg), Evans rappresenta probabilmente la scelta migliore che Lovie Smith e Jason Licht potessero fare.

Accasatosi con la pick n.4 Sammy Watkins ai Bills (che hanno fatto trade up per prenderlo), era Evans il WR più interessante tra quelli rimasti a disposizione e considerata la situazione di assoluta precarietà del reparto dei ricevitori, optare per questo giocatore è stata una decisione ampiamente condivisibile, dettata da logica e dal buon senso.

Vincent Jackson e Mike Evans rappresentano una bella coppia di WR, e adesso con le scelte dei giri successivi i Bucs potranno cercare di sistemare gli altri reparti, a cominciare dalla OL ed in particolare dal ruolo di Guardia. Da segnalare come il tanto atteso QB Johnny Manziel alla fine sia approdato a Cleveland con la pick n.22, mentre la prima scelta assoluta è stata utilizzata da Houston per draftare il DE Clowney. Anche altre due nostre rivali di division hanno optato per un WR (Cooks ai Saints e Benjamin ai Panthers) mentre Atlanta ha scelto l'OT Jake Matthews.

giovedì 8 maggio 2014

With the 7th pick, the Tampa Bay Buccaneers select...

In senso orario: Manziel, Watkins, Robinson e Mack... uno di loro approderà a Tampa?
Finalmente ci siamo! Stanotte (ore 2:00 in Italia) avrà luogo la prima giornata del draft e conosceremo dunque i nomi delle 32 prime scelte dell'edizione 2014. Ma è soprattutto la scelta numero 7 che ci interessa particolarmente, visto che - a meno di sempre possibili trade down o trade up - Lovie Smith e Jason Licht chiameranno la prima scelta dei Tampa Bay Buccaneers proprio con la pick n.7 overall...

Si sono letti tantissimi nomi di giocatori più o meno interessanti accostati alla prima scelta dei Bucs, e mai come quest'anno i presunti "esperti" hanno offerto pareri discordanti e fornito previsioni anche molto diverse tra loro, in merito all'uso che Tampa farà della pick n.7. Molti scommettono sull'arrivo in Florida del QB di Texas A&M, Johnny Manziel, mentre il sogno proibito rimane il WR Sammy Watkins, che molto difficilmente sarà ancora disponibile dopo le prime sei chiamate.

Altri giocatori accostati ai Bucs sono stati Mike Evans, il WR compagno di college di Manziel a Texas A&M, ma anche due OT dall'enorme potenziale come Greg Robinson da Auburn e Jake Matthews, anch'egli da Texas A&M.

E se, abbastanza a sorpresa, arrivasse invece l'OLB Khalil Mack da Buffalo? O se fosse ancora disponibile Clowney, sarebbe comunque un giocatore da draftare o sono invece altre le priorità dei Bucs? Infine, è Manziel il QB su cui puntare o non sarebbe meglio orientarsi su Bortles o magari Carr oppure Bridgewater, sempre ammesso che si debba prendere un QB, visto che tutto sommato il roster dei Bucs presenta settori più "sguarniti" di elementi di valore rispetto a quello dei quarterback...

Il draft è davvero un "giochino" - se così possiamo definirlo - divertente e impronosticabile, una vera e propria "scienza inesatta". E come dicevo, mai come quest'anno sono stati così numerosi e di tanti ruoli diversi i giocatori accostati a Tampa Bay. Vedremo cosa accadrà stanotte, sempre ricordandoci che sapremo solo tra molti mesi, se non anni, il vero valore del giocatore che questa notte diventerà un Buccaneer. Tanto per fare un esempio recente, Gerald McCoy sembrava un "bidone" dopo le prime due stagioni in NFL, ed ora è invece il giocatore di gran lunga più importante della difesa dei Bucs....

In bocca al lupo a Lovie Smith e Jason Licht, che il buon senso (e tanta fortuna...) sia con loro, accompagnandoli non solo stanotte ma nel corso di tutte e tre le giornate in cui si articolerà il draft...

mercoledì 7 maggio 2014

Operazione alla caviglia per Dashon Goldson

Dashon Goldson
L'inizio del  campionato è ancora molto lontano, così come quello del training camp, eppure dobbiamo già parlare di infermeria, di infortuni e di giocatori dei Bucs che si sono dovuti sottoporre a interventi chirurgici...

A finire sotto i ferri è stato la safety Dashon Goldson, che si operato nei giorni scorsi alla caviglia e che naturalmente non potrà prendere parte ai vari minicamp che avranno luogo nel corso della primavera. La speranza è di poter contare pienamente su Goldson sin dall'avvio del training camp, previsto per luglio inoltrato.

Nel reparto in questione l'altro titolare oltre a Goldson è Mark Barron, mentre il settore delle safeties  è completato dal terzo anno Keith Tandy e dal nuovo arrivato (ex Bears) Major Wright. 

Goldson, 30 anni, per il 2014 ha un contratto di 9 milioni di dollari, garantito al 100%. Come detto, l'augurio è che questo inconveniente fisico si risolva nel migliore dei modi, e che l'ex safety dei '49ers, che lo scorso anno aveva saltato un paio di partite per problemi al ginocchio ed una per squalifica dopo una serie infinita di multe per placcaggi illegali, possa presentarsi regolarmente all'avvio del training camp quantomeno in discrete, se non ottimali, condizioni fisiche.

martedì 6 maggio 2014

Ring of Honor e ritiro della maglia per Brooks!

RoH e maglia ritirata per Derrick Brooks!
Derrick Brooks è stato, insieme a Selmon e Sapp, il più grande campione che i Tampa Bay Buccaneers abbiano avuto il privilegio di schierare nelle loro fila, in quasi quarant'anni di Storia...

E come già accaduto in passato per Lee Roy e Warren, entrambi membri sia della Hall of Fame che del Ring of Honor di Tampa Bay e le cui maglie #63 e #99 erano sino ad oggi le uniche ritirate dai Bucs, anche per Derrick è arrivato il momento di raccogliere i frutti di quanto seminato in tante stagioni giocate sempre a livello di assoluta eccellenza e per le infinite battaglie (non ha mai saltato una partita, in 14 anni di carriera!) combattute indossando sempre e soltanto i nostri colori.

Si parlava l'altro giorno proprio di questo giocatore, che venerdì annuncerà il rookie che verrà chiamato dai Bucs con la seconda scelta del draft. Ma questo 2014 è ricco di tanti appuntamenti con la gloria, per l'indimenticato LB #55.

Prima dunque vedremo Derrick sul palco del draft, poi ad agosto anche per Brooks ci sarà l'ingresso nella Hall of Fame di Canton, il riconoscimento più grande che possa essere tributato ad un giocatore. Infine, last but not least, il 14 settembre in occasione della week n.2, quando al Raymond James Stadium arriveranno i St. Louis Rams, Derrick Brooks verrà introdotto nel Ring of Honor dei Bucs, il suo nome sarà scolpito sugli spalti dello stadio a imperitura memoria al fianco di quello di altri grandissimi Bucanieri del passato più o meno recente (Selmon, McKay, Giles, Gruber, Sapp) e la sua maglia verrà ufficialmente ritirata. Nessuno indosserà mai più la jersey #55, e come si dice in questi casi: un numero in meno, una leggenda in più...

Giustissimo tributare al #55 questo doppio riconoscimento - Ring of Honor e ritiro della maglia - perché davvero Derrick Brooks ha rappresentato meglio di chiunque altro la profonda "trasformazione" dei Tampa Bay Buccaneers, che da team perdente e stabilmente abbonato ai bassifondi della propria division, a partire dalla seconda metà degli anni '90 cambiò letteralmente pelle, diventando una squadra forte e rispettata. E la cui difesa, guidata da Brooks e Sapp, divenne sinonimo di eccellenza, fino alla apoteosi del 26 gennaio 2003, con il Super Bowl vinto a San Diego contro i Raiders in cui fu proprio Brooks a mettere a segno la giocata decisiva che chiuse ogni tentativo di rimonta da parte di Oakland, e cioè quell'indimenticabile intercetto riportato in endzone, un'azione che mette i brividi anche solo a ripensarci...

Tutti in piedi e standing ovation per questo immenso campione, fenomenale sul campo quanto esemplare anche fuori dal rettangolo di gioco, e tra i principali artefici delle tante vittorie - e del magico Vince Lombardi Trophy - che fecero grandi i Tampa Bay Buccaneers... grazie di tutto, Derrick!

domenica 4 maggio 2014

Sarà Derrick Brooks ad annunciare la seconda scelta

Derrick Brooks
Al draft mancano sempre meno giorni, ed in mancanza di notizie più "succose", c'è da segnalare che proprio nel corso del draft rivedremo una nostra cara vecchia conoscenza...

Derrick Brooks, il leggendario LB #55 che ad agosto sarà introdotto nella Hall of Fame di Canton, sarà infatti uno dei 32 "grandi ex" del passato chiamati - uno per ciascun team - ad annunciare la scelta che la "propria" squadra effettuerà nel corso del secondo giro.

A rappresentare Tampa Bay è stato chiamato non solo un grande campione ma anche un "fedelissimo" della nostra squadra, dato che il leggendario Derrick ha trascorso la sua intera carriera tra i PRO indossando sempre e solo un'unica uniforme: quella dei Tampa Bay Buccaneers, in versione White and Orange nei primi due anni (1995 e 1996) e in quella Red and Pewter dal 1997 in avanti...

Brooks entrerà in scena venerdì, il giorno delle seconde scelte, dato che giovedì 8 maggio sarà riservato esclusivamente alle pick del primo giro. Lo scorso anno fu un altro grande Bucaniere del recente passato, Warren Sapp, ad annunciare la chiamata al secondo giro dei Bucs, il CB Jonthan Banks da Mississippi State mentre nel 2012 era stato l'MVP del Super Bowl n.37, Dexter Jackson, a ufficializzare dal palco la decisione di portare a Tampa l'ottimo Lavonte David. Chissà di quale giocatore annuncerà venerdì prossimo l'arrivo Brooks, se sarà un QB, un WR o una OG...

Oltre a Brooks saliranno sul palco altri illustri campioni del passato più o meno prossimo, quali ad esempio Andre Reed (Buffalo) Walter Jones (Seattle) Mike Singletary (Chicago), James Lofton (Green Bay) e tanti altri. Per i Panthers l'annuncio sarà fatto da Mark Carrier, che vanta anche un illustre trascorso a Tampa Bay, dal  momento che è proprio questo giocatore a detenere il record all-time dei Tampa Bay Buccaneers per il maggior numero di yards ricevute su passaggio.  

Breve riassunto di date e orari del draft: giovedì 8 maggio (ore 2:00 di venerdì notte in Italia) verranno annunciate le prime scelte. Venerdì 9, sempre a orari notturni per noi dato che si comincerà all'1, ci saranno le seconde e terze scelte. Chiusura sabato 10, quando a partire da un orario più comodo (le 18:00), avranno luogo i rimanenti giri, dal quarto al settimo.