venerdì 5 gennaio 2018

Contratti dei giocatori, ecco il punto della situazione


I playoff NFL inizieranno domenica, ma in casa Bucs l'attenzione è ormai rivolta alla stagione 2018.

Per quanto riguarda il coaching staff, dopo la conferma di Dirk Koetter sapremo nei prossimi giorni se verranno confermati anche i membri del suo staff, a partire dal DC Mike Smith.

Per quanto riguarda invece i giocatori, cerchiamo di fare il punto della situazione relativamente ai contratti dei principali elementi attualmente a roster, di chi si accinge a diventare free agent e di chi invece è legato ancora per una o più stagioni ai Bucs.

Di seguito, ecco dunque il punto della situazione relativamente alle scadenze dei contratti dei principali giocatori che sono oggi presenti nel roster di Tampa Bay, reparto per reparto, giocatore per giocatore e anno per anno.

Attacco

QB
Ryan Fitzpatrick: L'esperto backup di Winston è "UFA - Unrestricted Free Agent", ossia libero di scegliere dove giocare l'anno prossimo.
Jameis Winston: Il QB starter dei Bucs è in pratica legato a Tampa sino a tutta la stagione 2019, avendo firmato nel 2015 un contratto quadriennale con opzione da parte dei Bucs per un quinto anno.

RB
Charles Sims: E' scaduto il contratto che lo legava ai Bucs, dunque Sims è un "UFA", e potrà firmare per la squadra che gli farà pervenire la migliore offerta.
Peyton Barber: Il suo contratto con i Bucs è scaduto ma è un "ERFA - Exclusive Rights Free Agent", il cui destino dipende dunque da Tampa Bay dato che il giocatore non può negoziare con altri team che non siano i Bucs.
Jacquizz Rodgers: Il giocatore è sotto contratto con Tampa Bay anche per la stagione 2018, avendo firmato lo scorso anno un accordo biennale.
Doug Martin: Ha un contratto con i Bucs sino al 2020 compreso, e l'anno prossimo dovrebbe guadagnare oltre 6 milioni di dollari. Considerato il mediocre rendimento fornito da Martin negli ultimi due campionati, è probabile che Doug verrà rilasciato a meno che non venga ristrutturato (al ribasso) l'accordo che lo lega ai Bucs.

WR
Adam Humphries: Il suo contratto è scaduto al termine dell'attuale campionato, ma è un "RFA - Restricted Free Agent", dunque saranno di fatto gli stessi  Bucs a decidere se confermarlo o meno.
Mike Evans: Il ricevitore #1 dei Bucs è sotto contratto con Tampa Bay sino a tutto il 2018, per cui diventerà "UFA" al termine del prossimo campionato.
DeSean Jackson: Ancora due anni di contratto per DeSean Jackson, legato ai Bucs sino al termine del campionato 2019.
Chris Godwin: Il rookie da Penn State, autore di ottime prestazioni nella seconda parte di stagione, ha firmato lo scorso anno un quadriennale, dunque sarà un giocatore dei Bucs a tutto il 2020.

TE
Cameron Brate: Come per Humphries, anche il contratto di Brate è scaduto al termine del 2017  ma essendo un "Restricted Free Agent" saranno di fatto gli stessi  Bucs a decidere se confermarlo o meno.
Alan Cross: Il TE/FB da Memphis ha un altro di accordo con Tampa Bay, sino a tutto il 2018.
Antony Auclair: Il TE canadese è legato ai Bucs per altri due anni, sino al termine della stagione 2019.
O.J. Howard: Il rookie O.J. Howard ha firmato con i Bucs un contratto quadriennale fino al 2020, ma Tampa Bay può esercitare l'opzione per estendere il contratto al 2021 compreso.

OL
Evan Smith e Kevin Pamphile: Il Entrambi questi giocatori della OL sono "UFA", senza dunque più alcun legame contrattuale con Tampa Bay.
Joe Hawley, Donovan Smith, Ali Marpet e Leonard Wester: Per questi quattro giocatori è prevista una permanenza a Tampa per un altro anno, sino al 2018 compreso.
Demar Dotson e Caleb Benenoch: Sono due gli anni residui dei contratti di Dotson e Benenoch, legati ai Bucs a tutto il 2019 compreso.
J.R. Sweezy: Altri tre anni di contratto per Sweezy, che ha un accordo a tutto il 2020.

Difesa

DL
Clinton McDonald: Il 30enne McDonald è "UFA", essendo scaduto al termine del 2017 il suo contratto con i Bucs.
Sealver Siliga e Will Clarke: Anche questi due rincalzi della DL sono "UFA", senza più legami contrattuale con Tampa Bay.
Robert Ayers: Un altro anno di contratto per Ayers, legato ai Bucs fino al termine della stagione 2018.
Chris Baker e Noah Spence: Ancora due anni di contratto per Baker e Spence, sino al termine del campionato 2019.
Williams Gholston: Lo scorso anno Gholston ha firmato un accordo che con Tampa Bay sino a tutto il 2021 compreso.
Gerald McCoy: Il leader della difesa è titolare di un "contrattone" che lo legherà ai Bucs fino al 2021 compreso.

LB
Adarius Glanton: Il contratto di Glanton, seriamente infortunatosi nel finale di stagione, è scaduto, ma il giocatore è un  "Restricted Free Agent".
Kwon Alexander: Il terzo anno da LSU è sotto contratto con Tampa Bay sino al 2018 compreso, diventerà quindi "UFA" alla fine del prossimo campionato.
Lavonte David: Altri tre anni di contratto per Lavonte, che è legato ai Bucs a tutto il 2020 compreso.
Kendell Beckwith:  Anche il rookie da LSU è sotto contratto con Tampa Bay sino al 2020 compreso.

DB
T.J. Ward: Il giocatore, recentemente finito agli onori della cronaca per problemi giudiziari, è "UFA", dunque senza più alcun legame con Tampa Bay.
Brent Grimes e Keith Tandy: Anche Grimes e Tandy sono "UFA", essendo scaduti i rispettivi contratti con i Bucs.
Chris Conte: Il giocatore è sotto contratto con Tampa Bay per un altro anno, al 2018 compreso.
Josh Robinson: Ancora un anno di contratto per Robinson, a tutto il 2018.
Ryan Smith: Il giocatore ha un accordo con i Bucs sino al 2019 compreso.
Vernon Hargreaves: Il secondo anno da Florida ha un accordo con Tampa Bay sino al 2019 compreso, con opzione da parte dei Bucs di estendere il contratto a tutto il 2020.
Justin Evans: Il rookie da Texs A&M è legato ai Bucs a tutto il 2020 compreso.


Special Team

Long Snapper - Garrison Sanborn: Il long snapper è "UFA", essendo scaduto l'accordo che lo legava ai Bucs.
Kicker - Patrick Murray: Il contratto del kicker è scaduto, avendo firmato lo scorso ottobre un accordo relativo solo al 2017. Murray però è un "Exclusive Rights Free Agent", il cui destino dipende dunque da Tampa Bay dato che il giocatore non può negoziare con altri team che non siano i Bucs.
Punter - Bryan Anger: Ha firmato lo scorso anno un contratto quinquennale, che lo legherà ai Bucs sino al 2021.

Adesso, dopo averli esaminati per ruolo, riassumiamo le scadenze "anno per anno", sempre dei giocatori più importanti:

Free agent attuali
- Ryan Fitzpatrick, QB
- Charles Sims, RB
- Peyton Barber, RB (ERFA)
- Adam Humphries, WR (RFA)
- Cameron Brate, TE (RFA)
- Evan Smith, OL
- Kevin Pamphile, OL
- Clinton McDonald, DT
- Sealver Siliga, DT
- Will Clarke, DE
- Adarius Glanton, LB (RFA)
- Brent Grimes, CB
- Keith Tandy, S
- T.J. Ward, S
- Garrison Sanborn, LS
- Patrick Murray, K (ERFA)

Free agent al termine del prossimo campionato (2018)
- Jacquizz Rodgers, RB
- Mike Evans, WR
- Alan Cross, TE
- Joe Hawley, OL
- Donovan Smith, OL
- Ali Marpet, OL
- Leonard Wester, OL
- Robert Ayers, DE
- Kwon Alexander, LB
- Chris Conte, S
- Josh Robinson, DB

Free agent fra due campionati (al termine del 2019)
- Jameis Winston, QB (con opzione esercitabile dai Bucs)
- DeSean Jackson, WR
- Antony Auclair, TE
- Demar Dotson, OL
- Caleb Benenoch, OL
- Chris Baker, DT
- Noah Spence, DE
- Ryan Smith, DB

Free agent fra tre campionati (al termine del 2020)
- Doug Martin, RB
- Chris Godwin, WR
- J.R. Sweezy, OL
- Lavonte David, LB
- Kendell Beckwith, LB
- Vernon Hargreaves, CB (con opzione esercitabile dai Bucs)
- Justin Evans, S

Free agent in un futuro remoto (al termine del 2021)
- O.J. Howard, TE (con opzione esercitabile dai Bucs)
- Gerald McCoy, DT
- William Gholston, DE
- Bryan Anger, P

giovedì 4 gennaio 2018

Definiti gli avversari dei Bucs per la stagione 2018


Conclusa la regular season, è stato definito l'elenco delle squadre che i Tampa Bay Buccaneers affronteranno nella stagione 2018.

14 dei 16 avversari erano già noti, occorreva definire il team della NFC West (contro cui giocheremo in casa) e quello della NFC North (da affrontare in trasferta), le due squadre cioè che al termine della stagione regolare si sono classificate nella medesima posizione dei Bucs all'interno della rispettiva division (dunque in ultima posizione).

Anche quest'anno, gli avversari più difficili da incontrate i Bucs li troveranno all'interno della propria division, dovendo affrontare - sia in casa che in trasferta - squadre del calibro di Falcons, Panthers e Saints, tutte e tre qualificatesi per i playoff.

I Bucs dovranno poi vedersela con la NFC East, division che ha mandato ai playoff Philadelphia, senza dimenticare che anche Cowboys, Giants e Redskins sono squadre competitive e avversari non agevoli da incontrare, benché tutte e tre questi team siano reduci reduci da un 2017 concluso al di sotto delle aspettative.

Impegnativa anche l'AFC North, divisione che al di là dei Browns - reduci da un poco glorioso record di 1-31 nelle ultime due stagioni - è composto dai fortissimi Steelers e dai comunque ostici Ravens e Bengals.

Infine, affronteremo al RJS i San Francisco '49ers che, da quando hanno inserito in squadra il QB Jimmy Garoppolo hanno infilato vittorie a ripetizione, ed in trasferta i Chicago Bears, squadra contro la quale i Bucs hanno ottenuto la vittoria più brillante del campionato appena concluso.

Non sarà dunque in discesa il percorso che, nel 2018, speriamo possa riportare Tampa Bay di nuovo ai playoff, a dieci anni dall'ultima apparizione.

mercoledì 3 gennaio 2018

Arrestato T.J. Ward per possesso di droga

T.J. Ward, safety dei Buccaneers, è stato arrestato quest'oggi dalla polizia di Tampa per possesso di droga, o più precisamente per la mancata comparizione in merito a precedenti accuse relative a possesso di marijuana e accessori per droga, risalenti allo scorso ottobre.

Termina dunque - probabilmente in maniera definitiva e nel peggiore dei modi - l'avventura di T.J. Ward nelle fila dei Buccaneers.

Arrivato pochi giorni prima dell'inizio del campionato, Ward aveva firmato con Tampa un contratto annuale da 4 milioni di dollari.

Il suo rendimento è stato però inferiore alle attese; utilizzato meno dal previsto dal coaching staff, Ward ha concluso la stagione 2017 senza avere messo a segno intercetti nè provocato fumble, per un totale di 30 tackle, iniziando il  match da titolare solamente in cinque partite.

Considerato che Ward è un "unrestricted free agent", senza cioè più alcun legame contrattuale con Tampa Bay, questa disavventura giudiziaria ha, come detto, molto probabilmente messo la parola "fine" alla sua breve esperienza sportiva in Florida.

lunedì 1 gennaio 2018

I Bucs chiudono col botto, W in rimonta contro i Saints


Per i primi 58 minuti, il match tra Tampa Bay Buccaneers e New Orleans Saints è sembrato seguire il "solito" copione già visto tantissime volte nel corso di questo campionato.

Con i Bucs sempre in scia dell'avversario, ma costretti a cedere a causa di errori banali quanto gravi (nel caso di ieri, l'XP sbagliato da Murray e i tre intercetti lanciati da Winston).

Poi, ecco arrivare gli ultimi due minuti della partita. Palla sulla linea delle proprie 5 yard con ben 95 yards da conquistare, e con solo 1:58 sul cronometro senza più nemmeno un timeout.

E qui, esce fuori la stoffa del giocatore di classe, del cavallo di razza, insomma di quell'elemento che magari gioca sottotono per quasi tutto il match, ma che è poi in grado di estrarre dal cilindro le giocate vincenti quando il pallone scotta e si decide in pochi cruciali secondi se l'esito dell'incontro sarà una "W" oppure una "L".

Mi riferisco ovviamente a Jameis Winston, che ieri - oltre ad avere riscritto un record assoluto NFL relativo al maggior numero di TD pass lanciati prima di avere compiuto 24 anni - ha confermato pregi e difetti che lo hanno contraddistinto in questi suoi primi tre anni tra i PRO.

Perde troppi palloni Jameis, tra fumble e intercetti, e i Bucs non se lo possono permettere; e dunque dovrà essere proprio questo uno dei principali aspetti su cui lavorare in offseason.

Ma è anche dotato - e la partita di ieri ne è la conferma - di classe, grinta e carattere, perché dopo una prestazione caratterizzata da tre intercetti, solo un fuoriclasse può inventarsi un drive come quello vincente e soprattutto quel TD pass per Godwin da 39 yards a 9 secondi dalla fine (e, poco prima, la conversione di un assai complicato 4 and 10).

E proprio il WR rookie Chris Godwin merita di essere menzionato, perché nonostante sia sceso in campo con una caviglia in disordine, ha sfoderato una prestazione eccellente (7 palloni ricevuti per 111 yards e il TD della vittoria), dimostrando che nel draft è possibile "pescare" giocatori di valore anche oltre il secondo round.

Infatti, oltre ad O.J. Howard e Justin Evans (i giocatori scelti dai Bucs nei primi due giri) che hanno confermato entrambi di avere qualità importanti in questo primo anno da rookie, anche Kendell Beckwith e Chris Godwin - scelti tutti e due al terzo giro - si sono rivelati elementi di valore benché scelti intorno alla centesima posizione overall.

E a proposito di draft....

Lo dicevamo l'altro giorno, che una eventuale "W" contro i Saints sarebbe costata un paio di posizioni al draft del prossimo aprile; ed infatti, con la vittoria di ieri anziché scegliere con la pick n.5 Tampa Bay chiamerà con la n.7, scavalcata da Broncos e Jets.   

Pazienza, l'importante sarà sfruttare bene il draft nel suo complesso, non solo a livello di first round; anche perché, come si diceva, magari è proprio dal secondo e terzo giro che escono quei giocatori che poi si rivelano elementi di assoluto valore. Certo, se poi invece si utilizza una pick del secondo round per draftare un kicker...

Citazione doverosa anche per il sempre utile e positivo Adam Humphries (7 ricezioni per 102 yards) e per Mike Evans, che con le yards conquistate ieri - quasi tutte nel drive decisivo - è diventato il terzo giocatore nella storia NFL ad avere ricevuto almeno 1.000 yards nei suoi primi quattro anni tra i PRO.

Ecco, diciamo che contro i Saints non si è sentita la mancanza di DeSean Jackson, il WR arrivato nel corso della scorsa free agency ed il cui rendimento complessivo nel corso dell'intera stagione non ha corrisposto ai tanti zeri presenti nel suo contratto...

L'offseason servirà a Licht e Koetter anche per valutare a quali dei tanti veterani (strapagati) presenti a roster sarà opportuno rinunciare (da Robert Ayers a DeSean Jackson passando per Doug Martin e Chris Baker...) mentre a proposito di Mike Evans sarebbe opportuno iniziare a discutere del rinnovo del suo contratto, in scadenza al termine del prossimo campionato.

Ma sulla situazione contrattuale dei vari giocatori attualmente a roster torneremo in maniera dettagliata nei prossimi giorni. Intanto, gustiamoci il sapore di questa "W"; sapore che sarà dolce per coloro per i quali non ha prezzo superare rivali "tradizionali" quali sono i Saints così come vedere le facce un po' depresse di Peyton e Brees sulla sideline per una sconfitta inattesa, oppure avrà un spore un po' amaro per chi rimpiange le due posizione perse nel prossimo draft.

Io preferisco godermi questa bella vittoria in rimonta, sperando che sia di buon auspicio per l'anno che verrà; l'importante sarà gestire nel modo migliore prima la free agency, evitando di portare a Tampa veterani con scarse motivazioni e più che altro alla ricerca del "contrattone", e poi il draft, che sarà decisivo per costruire  la squadra che - nella stagione 2018 - dovrà avere un solo obiettivo: ritornare ai playoff, anche perché se dopo quasi 20 anni ci sono riusciti i Buffalo Bills, non vedo perché la cosa non possa riuscire anche a Tampa Bay, che di talento non ne ha certamente meno di Buffalo...

Buon anno a tutti e, anche nel 2018, solo e sempre GO BUCS!

sabato 30 dicembre 2017

Dirk Koetter confermato Head Coach dei Bucs per il 2018

Dirk Koetter sarà l'Head Coach dei Tampa Bay Buccaneers anche per la stagione 2018.

E' stato Rick Stroud, del Tampa Bay Times, il primo a rivelare la decisione dei Glazer di confermare la fiducia a Koetter, nonostante una stagione negativa ed i vistosi passi indietro rispetto al 2016.

Dunque, a differenza di quanto accaduto con i suoi predecessori Greg Schiano e Lovie Smith, "silurati" dopo due stagioni alla guida di Tampa Bay, Koetter avrà un terzo anno a disposizione per condurre i Buccaneers alla rincorsa di un posto nei playoff.

Si concludono così le voci di un possibile ritorno di Jon Gruden sulla sideline di Tampa Bay, voci che a lungo avevano tenuto banco in questi ultimi giorni.

Tra i motivi della conferma, ci sono probabilmente le ultime grintose quanto sfortunate prestazioni (a differenza di quanto fatto vedere dai Bucs di Schiano e Smith, che persero malamente gli incontri di fine campionato), il fatto di non aver potuto contare pienamente su Jameis Winston e su altri giocatori importanti nella fase cruciale della stagione a causa di problemi fisici, e la costante crescita del QB dei Bucs sotto la guida di Koetter, prima come OC e poi nel ruolo di HC.

Nelle ultime settimane Winston, ripresosi dall'infortunio alla spalla destra, è stato il miglior QB dell'NFL in passer rating (114.5) e yards per tentativo (9.25), il terzo in percentuale di passaggi completati (72.0), il quarto in yards lanciate (1,221) e quarto a pari merito in TD pass (8).

Tutti questi elementi dunque, dalla crescita di Winston al fatto di essere comunque sempre usciti dal campo a testa alta anche dovendo schierare le seconde e terze linee, hanno convinto i Glazer a dare fiducia, per un altro anno, a coach Koetter.

Vedremo nei prossimi giorni se ci saranno cambiamenti a livello di assistenti allenatori e coaching staff, e se la conferma si estenderà anche ai principali collaboratori di Koetter, come ad esempio il DC Mike Smith.

venerdì 29 dicembre 2017

Contro i Saints in cerca di una W (per l'orgoglio) o di una L (per il draft)?


Domenica 31 dicembre, più o meno all'ora in cui in Europa si festeggerà l'arrivo del nuovo anno, i Bucs saranno impegnati sul terreno di gioco contro i New Orleans Saints, per l'ultima partita del campionato 2017.

Cosa dobbiamo augurarci da questo match, per il bene della squadra?

Meglio una vittoria, contro rivali "tradizionali" quali sono i Saints, a beneficio dell'orgoglio e per concludere nel modo migliore una stagione molto difficile e complicata, oppure dobbiamo - paradossalmente - sperare nell'ennesima sconfitta, che garantirebbe a Tampa Bay un'ottima posizione di scelta nel prossimo draft?

Personalmente gradirei vedere una prestazione "tosta" da parte dei ragazzi in Red and Pewter, come del resto è accaduto nelle ultime due partite con Falcons e Panthers. Poi, onestamente, non credo che una W o una L con New Orleans cambierà i destini di Tampa Bay.

Il draft è tutto tranne che una scienza esatta, e scegliere con la pick n.4, 5 o 6 non credo cambierà le sorti dei Bucs.

Qualche esempio? Nel 1995 Tampa Bay gettò le basi per la squadra che vinse il Super Bowl draftando al primo giro sia Warren Sapp che Derrick Brooks, futuri Hall of Famer nonché pietre angolari di una delle difese più forti di sempre nella storia NFL.

Ebbene, i due giocatori furono scelti rispettivamente soltanto con le pick n.12 e n.28 del primo giro; molte squadre bypassarono sia Sapp che Brooks, due elementi che per l'enorme impatto che ebbero in NFL avrebbero meritato di essere draftati con le prime due scelte assolute di quel draft, in cui  - tanto per capire che cosa sia il draft - con la first pick overall i Benglas scelsero il RB Ki-Jana Carter, che si distrusse un ginocchio nella prima gara di preseason e la cui carriera NFL non ebbe in pratica mai inizio

Oppure, in chiave negativa, basti pensare a come i Bucs sprecarono la seconda scelta del draft 2016 puntando su un kicker rivelatosi disastroso (Aguayo...) o come anni prima, nel 2008 e sempre al secondo giro, venne scelto il WR ma soprattutto KR/PR Dexter Jackson (solo omonimo dell'MVP del SB 37) che non ricevette mai un pallone in NFL, riportando malamente qualche punt e kick-off prima di venire tagliato alla fine del suo anno da rookie.

Quindi, tornando al match di domenica con New Orleans, spazio alle seconde e terze linee che hanno tenuto il campo con grinta e carattere contro Atlanta e Carolina e - se fossi in Dirk Koetter - farei vedere tanta sideline ad elementi tipo il DT Chris Baker, la cui superficialità ci è costata una penalità sanguinosa e la conseguente sconfitta nel match di sette giorni fa contro i Panthers.

In settimana si è parlato molto delle "turbolenze" nello spogliatoio dei Bucs, proprio a causa di questo atteggiamento "perdente" e per certi versi rinunciatario da parte di alcuni giocatori, atteggiamento stigmatizzato da chi (Winston, ad esempio) farebbe fatica ad accettare una sconfitta anche in allenamento, figuriamoci in campionato.

La reazione furiosa e rabbiosa di Jameis domenica scorsa, quando un controverso fumble chiamatogli dagli arbitri ha posto fine al match, la dice lunga sulla voglia di vincere e sul carattere di questo ragazzo, un giocatore magari ancora un po' "grezzo" e che deve ancora migliorare sotto tanti aspetti, ma che rappresenta il futuro dei Bucs, e che deve essere considerata una delle poche certezze da cui ripartire in vista dell'ennesima "ricostruzione".

Tenuto conto che Winston ha giocato buona parte della stagione con la spalla destra in precarie condizioni, ricevendo raramente una protezione adeguata dalla OL e di fatto con un gioco di corse inesistente e improduttivo, direi che la stagione del nostro QB sia da ritenersi persino migliore dei due precedenti campionati disputati da Jameis (al di là di statistiche, numeri e opinioni di analisti che magari vedono i Bucs una volta a stagione).

Sapremo tra pochi giorni se nel 2018 al fianco di Winston, nel suo quarto anno in NFL, ci sarà ancora coach Dirk Koetter o se invece i Glazer decideranno di iniziare un nuovo corso, magari tornando sui propri passi e riportando a Tampa proprio quell'allenatore (Jon Gruden) che essi stessi licenziarono con troppa fretta nell'ormai lontano 2009...

Ad ogni modo, Bucs-Saints sarà l'ultimo capitolo  di questo orrendo campionato 2017, che avrebbe dovuto rappresentare il ritorno dei Bucs ai playoff, considerato che si era reduci da un positivo 2016 concluso con un record di 9-7 e da innesti rilevanti tra free agency e draft.

Invece, dopo il bell'esordio contro i Bears di Mike Glennon, è arrivato un tracollo dietro l'altro, con una serie infinita di sconfitte che hanno portato Tampa Bay all'ennesima stagione in doppia cifra alla voce "sconfitte".

Niente di nuovo sotto il sole della Florida, visto che ormai sono dieci anni che si ripete sempre il solito film, con i Bucs costretti a recitare - nel mese di gennaio - il ruolo di semplici spettatori davanti al televisore anziché quello di protagonisti sul terreno di gioco in lotta per il Vince Lombardi Trophy...

domenica 24 dicembre 2017

I Bucs sfiorano l'impresa, ma alla fine vince Carolina

I Bucs sfiorano l'impresa a Charlotte, ma evidentemente è destino che in questa stagione 2017 nulla vada nel verso giusto per i ragazzi in Red and Pewter.

Contro i pessimi Panthers di stasera, Tampa Bay ha sfiorato l'impresa guidata da un ottimo Winston (fumble  a parte...) e da una difesa che ha praticamente azzerato l'attacco di Carolina.

Ma i tanti episodi negativi, dalle troppe penalità (anche in momenti cruciali) alle distrazioni fatali (quel kickoff return riportato in endzone dai Panthers) alla fine sono costati cari, ed hanno fatto la differenza tra quella che sembrava potesse essere la quinta W stagionale, ed invece si è concretizzata nella 11esima sconfitta dell'anno.

Considerate le tante assenze, con mezza squadra in IR, credo che questa sera ben poche accuse si possano comunque muovere alla squadra di Dirk Koetter.

Come detto, sono stati alcuni episodi (ad esempio il difficile ma non impossibile FG sbagliato nel finale da Murray) a decidere un incontro equilibrato, tra due tream sostanzialmente mediocri, uno dei quali sceglierà molto in alto nel draft (consoliamoci col fatto che vincendo stasera avremmo perso qualche posizione a livello di first round pick) ed un altro che oggi è sembrato assai scarso anch'esso e che se continuerà a giocare come contro i Bucs, nei playoff di strada ne farà ben poca.

Intanto, in giornata, si sono diffuse voci sempre più insistenti circa il possibile ritorno di Jon Gruden sulla sideline di Tampa Bay, a partire dalla prossima stagione; Ian Rapoport - NFL Network Insider – sostiene che i Bucs sarebbero la destinazione preferita da Gruden, nel caso in cui Jon decidesse di tornare ad allenare...

giovedì 21 dicembre 2017

Infermeria piena: cinque giocatori inseriti in IR

Nelle ultime due partite del 2017 i Bucs dovranno fare a meno di ben cinque giocatori, inseriti in Injured Reserve a causa di problemi fisici.

Il monday night con in Falcons è costato carissimo da questo punto di vista, considerati i tanti infortuni che hanno letteralmente falcidiato Tampa Bay nel corso del match.

Riassumendo, ecco i giocatori inseriti nella giornata di ieri in Injured Reserve:

- Justin Evans (S)
- Adarius Glanton (LB)
- Vernon Hargreaves (CB)
- O.J. Howard (TE)
- J.R. Sweezy (G)

Dalla partita con i Falcons sono usciti acciaccati altri elementi, tra cui DeSean Jackson e Robert Ayers, che ieri non si sono allenati e la cui presenza è in dubbio per il prossimo incontro con i Panthers.

A livello di roster, in sostituzione di coloro che sono entrati in IR, sono stati firmati o promossi dalla PS i seguenti giocatori:

- Nigel Harris (LB)
- Isaiah Johnson (S)
- Channing Ward (DL)
- Adam Gettis (G)
- David Rivers (CB)